In breve: la tassazione degli ETF in Italia dipende da una sola distinzione: se il fondo è armonizzato (conforme alla direttiva UCITS, o con gestore vigilato in uno Stato UE o SEE) oppure no. Gli ETF armonizzati pagano l’imposta sostitutiva del 26% (12,5% sulla quota di titoli di Stato) su distribuzioni e guadagni alla vendita, dichiarati nel quadro RM; gli ETF non armonizzati, come quelli quotati negli Stati Uniti, vanno per legge in tassazione ordinaria IRPEF nel quadro RL (art. 10-ter L. 77/1983). In entrambi i casi i guadagni sono redditi di capitale e le perdite sono redditi diversi: una minusvalenza su un ETF non compensa mai il guadagno su un altro ETF.
Questa guida di Tasse Trading, lo studio che dal 2013 elabora i report dei broker esteri per investitori italiani e consegna i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi (o M, T, D e W del 730), spiega come si tassano ETF e fondi SICAV detenuti con un broker estero in regime dichiarativo, dove vanno dichiarati e perché le minusvalenze sono il punto più delicato. Per capire cosa sono gli ETF e come funzionano, parti dalla guida Cosa sono gli ETF.
I punti chiave
- Due categorie di reddito: distribuzioni e guadagni alla vendita sono redditi di capitale (art. 44, c. 1, lett. g, TUIR); le perdite sono redditi diversi (art. 67, c. 1, lett. c-ter, TUIR).
- ETF armonizzati (UCITS o gestore vigilato UE/SEE): imposta sostitutiva del 26%, 12,5% sulla quota di titoli di Stato white list, nel quadro RM (o M del 730) (art. 10-ter, c. 1 e 2, L. 77/1983).
- ETF non armonizzati (es. SPY, QQQ, VOO quotati negli USA): tassazione ordinaria IRPEF nel quadro RL, con credito d’imposta per la ritenuta estera nel quadro CE (art. 10-ter, c. 6, L. 77/1983; Risposta n. 236/2019).
- Minusvalenze: vanno nel quadro RT e si compensano solo con plusvalenze da redditi diversi (azioni, obbligazioni, derivati, ETC) nei quattro anni successivi (art. 68, c. 5, TUIR), mai con guadagni o dividendi di altri ETF.
- Base imponibile: corrispettivo di vendita meno costo medio ponderato di acquisto (Circolare 21/E/2014).
- Monitoraggio: quadro RW (o W del 730) con IVAFE dello 0,2%.
- ETC ed ETN non sono ETF: sono titoli di debito, producono solo redditi diversi e si compensano pienamente (Risoluzione 72/E/2010).
Cosa trovi in questa guida
La doppia natura fiscale degli ETF: guadagni e perdite in categorie diverse
Armonizzati o non armonizzati: come si riconoscono
Tassazione degli ETF armonizzati: 26% e quadro RM
Tassazione degli ETF non armonizzati: IRPEF e quadro RL
Tabella riepilogativa: quadro per quadro
ETF, ETC ed ETN: non confonderli
Domande frequenti
La doppia natura fiscale degli ETF: guadagni e perdite in categorie diverse
Per il TUIR un ETF è una quota di partecipazione a un organismo di investimento collettivo del risparmio (OICR), e i redditi che produce si dividono in due categorie che non comunicano tra loro. Le distribuzioni periodiche (i “dividendi” dell’ETF) e il guadagno realizzato vendendo o rimborsando le quote sono redditi di capitale (art. 44, comma 1, lett. g, TUIR). La perdita realizzata vendendo le quote sotto il costo è invece una minusvalenza da reddito diverso (art. 67, comma 1, lett. c-ter, TUIR).
Da questa asimmetria discende la regola che sorprende più investitori: la minusvalenza su un ETF non si compensa mai con il guadagno o con la distribuzione di un altro ETF, perché il guadagno è reddito di capitale e la perdita è reddito diverso. La minusvalenza va nel quadro RT e può essere usata solo contro plusvalenze della stessa categoria (azioni, obbligazioni, derivati, CFD, ETC), nell’anno e nei quattro periodi d’imposta successivi (art. 68, comma 5, TUIR). Chi investe solo in ETF e chiude in perdita un fondo e in guadagno un altro paga il 26% sul guadagno per intero.
Armonizzati o non armonizzati: come si riconoscono
Un ETF è armonizzato quando è conforme alla direttiva 2009/65/CE (UCITS) oppure, pur non essendo UCITS, è gestito da un gestore soggetto a vigilanza prudenziale in uno Stato UE o SEE ai sensi della direttiva 2011/61/UE (AIFMD): per questi vale l’imposta sostitutiva del 26% (art. 10-ter, commi 1 e 2, L. 77/1983). Un ETF è non armonizzato quando è istituito fuori dall’Unione Europea e dallo Spazio Economico Europeo, o comunque senza vigilanza comunitaria: è il caso degli ETF domiciliati negli Stati Uniti e quotati a Wall Street (SPY, QQQ, VOO, IWM e simili), i cui proventi concorrono per legge al reddito complessivo IRPEF (art. 10-ter, comma 6, L. 77/1983). L’Agenzia delle Entrate lo ha confermato con la Risposta a interpello n. 236 del 15 luglio 2019: il 26% si applica solo se il gestore è vigilato in uno Stato UE o SEE.
In pratica: gli ETF con ISIN che inizia per IE (Irlanda), LU (Lussemburgo), DE (Germania) o FR (Francia), quotati su Borsa Italiana, Xetra o Euronext, sono quasi sempre UCITS; gli ETF con ISIN US sono non armonizzati. Dal 2018 i broker europei non possono vendere ETF americani ai clienti retail per via del regolamento PRIIPs, ma chi li ha acquistati prima, o li detiene tramite broker extra-UE, li tassa in IRPEF.
Tassazione degli ETF armonizzati: 26% e quadro RM
Con un broker estero in regime dichiarativo, distribuzioni e guadagni alla vendita di ETF armonizzati vanno nel quadro RM (quadro M nel 730) e scontano l’imposta sostitutiva del 26% (art. 18 TUIR; art. 3 DL 66/2014). Il reddito di capitale alla vendita è la differenza tra il corrispettivo effettivo di cessione e il costo medio ponderato di acquisto delle quote (Circolare 21/E del 10 luglio 2014, dopo le modifiche del D.Lgs. 44/2014): se hai comprato lo stesso ETF in più tranche, il costo è la media ponderata, non il LIFO usato per le azioni.
Se l’ETF investe in titoli di Stato italiani o di Paesi white list, la quota di provento riferibile a quei titoli è tassata al 12,5% invece che al 26%: in pratica la base imponibile viene ridotta in proporzione alla percentuale di titoli di Stato comunicata dall’emittente (DM 13 dicembre 2011; Circolare 19/E del 27 giugno 2014). Per gli ETF obbligazionari governativi la differenza è sostanziale.
Due precisazioni. Gli ETF ad accumulo non distribuiscono nulla, quindi fino alla vendita non c’è nessun reddito da dichiarare, solo il monitoraggio nel quadro RW e il versamento dell’IVAFE. E al posto del 26% è possibile optare per la tassazione ordinaria IRPEF (art. 18, comma 1, TUIR): una scelta che va valutata sulla propria situazione complessiva, per esempio con un’aliquota marginale bassa.
Tassazione degli ETF non armonizzati: IRPEF e quadro RL
Per gli ETF non armonizzati non c’è scelta: distribuzioni e guadagni alla vendita si dichiarano nel quadro RL (quadro D nel 730), confluiscono nel reddito complessivo e sono tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%, 35% o 43% sui redditi 2025, più le addizionali; dal 2026 lo scaglione intermedio scende al 33%, L. 199/2025). Con redditi alti la differenza rispetto al 26% è pesante; con redditi bassi può essere un vantaggio.
C’è però una contropartita: proprio perché il reddito entra nell’IRPEF, la ritenuta applicata dagli Stati Uniti sulle distribuzioni (15% con il modulo W-8BEN, altrimenti 30%) è recuperabile come credito d’imposta nel quadro CE (art. 165 TUIR), cosa impossibile per i redditi che restano al 26%. Le minusvalenze da vendita di ETF non armonizzati, invece, non riducono l’IRPEF: come per gli armonizzati, la perdita è una minusvalenza da reddito diverso ex art. 67, comma 1, lett. c-ter, utilizzabile nel quadro RT solo contro plusvalenze della stessa categoria.
Tabella riepilogativa: quadro per quadro
| Strumento | Evento | Categoria e regime | Quadro |
|---|---|---|---|
| ETF e SICAV armonizzati (UCITS, UE/SEE) | Distribuzioni e guadagno alla vendita | Reddito di capitale (art. 44); imposta sostitutiva 26%, 12,5% sulla quota titoli di Stato | Quadro RM (o M) |
| ETF e SICAV armonizzati | Perdita alla vendita | Reddito diverso (art. 67, c-ter); compensabile con altri redditi diversi per 4 anni | Quadro RT (o T) |
| ETF non armonizzati (es. USA) | Distribuzioni e guadagno alla vendita | Reddito di capitale (art. 44); IRPEF progressiva; ritenuta estera recuperabile nel quadro CE | Quadro RL (o D) |
| ETF non armonizzati | Perdita alla vendita | Reddito diverso (art. 67, c-ter); non riduce l’IRPEF, compensabile solo con altri redditi diversi | Quadro RT (o T) |
| ETC ed ETN | Guadagno o perdita alla vendita | Reddito diverso (art. 67); 26% sul netto, piena compensazione | Quadro RT (o T) |
| Tutti gli ETF esteri | Detenzione al 31 dicembre | Monitoraggio fiscale e IVAFE 0,2% (0,4% nei Paesi black list) | Quadro RW (o W) |
ETF, ETC ed ETN: non confonderli
Nei report dei broker ETF ed ETC compaiono uno accanto all’altro, ma fiscalmente sono mondi diversi. Gli ETC (Exchange Traded Commodities) e gli ETN (Exchange Traded Notes) non sono fondi: sono titoli di debito emessi da società veicolo e agganciati all’andamento di materie prime, valute o indici. L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 72/E del 12 luglio 2010, ha chiarito che non producono mai redditi di capitale ma solo redditi diversi (art. 67 TUIR), sia per i guadagni sia per le perdite.
La conseguenza è favorevole a chi fa trading: le plusvalenze da ETC (per esempio sull’oro fisico, come i più diffusi ETC con ISIN JE o DE) entrano nel quadro RT e si compensano pienamente con le minusvalenze pregresse, anche quelle maturate su ETF. Classificare un ETC come ETF, o viceversa, significa sbagliare quadro e imposta.
Hai ETF, ETC o fondi su un broker estero?
Per ogni ISIN verifichiamo se lo strumento è armonizzato, non armonizzato o un ETC, calcoliamo il costo medio ponderato, applichiamo il 12,5% sulla quota di titoli di Stato e separiamo guadagni e perdite nei quadri giusti. Da oltre 13 anni elaboriamo i report dei broker esteri per investitori italiani: ricevi i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW (o M, T, D, W del 730) pronti per la dichiarazione.
Domande frequenti sulla tassazione degli ETF
Quanto si paga di tasse sugli ETF in Italia?
Il 26% sulle distribuzioni e sui guadagni alla vendita per gli ETF armonizzati (12,5% sulla quota investita in titoli di Stato white list). Per gli ETF non armonizzati, come quelli americani, si paga l’IRPEF con le aliquote progressive.
Posso compensare la perdita su un ETF con il guadagno su un altro ETF?
No. Il guadagno è reddito di capitale (quadro RM), la perdita è reddito diverso (quadro RT), e le due categorie non si compensano. La minusvalenza resta utilizzabile per quattro anni contro plusvalenze su azioni, obbligazioni, derivati o ETC.
Come capisco se il mio ETF è armonizzato?
Dall’ISIN e dalla documentazione: gli ETF con ISIN IE, LU, DE o FR e la dicitura UCITS nel nome sono armonizzati; gli ETF con ISIN US quotati sulle borse americane non lo sono.
Gli ETF ad accumulo si tassano ogni anno?
No. Senza distribuzioni non c’è reddito finché non vendi; ogni anno va solo indicato il valore nel quadro RW (o W del 730) per il monitoraggio e l’IVAFE dello 0,2%.
Posso recuperare la ritenuta americana su un ETF USA?
Sì, perché i proventi degli ETF non armonizzati entrano nell’IRPEF: la ritenuta del 15% è un credito d’imposta nel quadro CE (art. 165 TUIR). Per gli ETF armonizzati il problema non si pone, perché sulle loro distribuzioni di norma non c’è ritenuta.
Gli ETC sull’oro si tassano come gli ETF?
No. Gli ETC sono titoli di debito e producono solo redditi diversi (Risoluzione 72/E/2010): guadagni e perdite vanno entrambi nel quadro RT e si compensano tra loro e con le altre plusvalenze e minusvalenze.
Devo dichiarare gli ETF anche se non li ho venduti?
Sì, nel quadro RW (o W del 730), per il monitoraggio fiscale e l’IVAFE dello 0,2% sul valore al 31 dicembre, e nel quadro RM se hanno distribuito proventi.
Riferimenti normativi e di prassi
- Art. 44, comma 1, lett. g), e art. 67, comma 1, lett. c-ter), TUIR (redditi di capitale e redditi diversi da OICR); art. 68, comma 5, TUIR (compensazione delle minusvalenze)
- Art. 10-ter L. 77/1983, commi 1, 2 e 6 (OICR esteri armonizzati e non armonizzati), come modificato dal D.Lgs. 44/2014 e dal DL 66/2014; art. 18 TUIR (opzione per la tassazione ordinaria)
- Art. 3 DL 66/2014 (aliquota 26%); DM 13 dicembre 2011 e Circolare 19/E del 27 giugno 2014 (quota titoli di Stato al 12,5%)
- Circolare 21/E del 10 luglio 2014 (base imponibile e costo medio ponderato); Risposta a interpello n. 236 del 15 luglio 2019 (gestore vigilato UE/SEE)
- Risoluzione 72/E del 12 luglio 2010 (ETC come titoli di debito); art. 165 TUIR (credito d’imposta estero); art. 19, c. 20, DL 201/2011 (IVAFE)
- Istruzioni al Modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2, quadri RM, RL, RT e RW; istruzioni al Modello 730/2026, quadri M, D, T e W
Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati). Aggiornato: 5 ottobre 2026, modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025).
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate.

