Gabriele Nessun commento

Il 2026 segna un punto di svolta fondamentale per la trasparenza nel mondo delle cripto-attività in Italia. Se negli anni passati l’Agenzia delle Entrate faticava a reperire informazioni sugli asset digitali, oggi lo scenario è completamente cambiato.

Al centro di questa rivoluzione c’è la direttiva europea DAC8, che impone nuovi e rigorosi standard di comunicazione tra gli exchange e le autorità fiscali. In questo articolo, noi di Tasse Trading analizziamo nel dettaglio cos’è la DAC8, come funziona il flusso di dati e, soprattutto, come verificare se la tua posizione fiscale è al sicuro.

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Cos’è la DAC8 e come funziona

La DAC8 (Directive on Administrative Cooperation 8) è la direttiva dell’Unione Europea che estende lo scambio automatico di informazioni al settore delle cripto-attività. L’obiettivo è contrastare l’evasione fiscale garantendo che i proventi derivanti da asset digitali come Bitcoin, Ethereum e stablecoin siano correttamente tracciati.

Lo scambio automatico dei dati

Fino a poco tempo fa, il Fisco doveva richiedere specificamente i dati di un contribuente. Con la DAC8, il flusso diventa automatico. I CASP (Crypto-Asset Service Providers), ovvero gli exchange (come Binance, Coinbase, Kraken, Crypto.com) e i fornitori di portafogli custodial, sono obbligati a raccogliere le informazioni sulle transazioni dei propri utenti residenti nell’UE e a trasmetterle alle autorità fiscali.

Quali dati inviano gli exchange?

Non si tratta di spionaggio in tempo reale, ma di fornire un quadro fiscale definito. Gli exchange devono comunicare:

  • Dati anagrafici completi: Nome, indirizzo, data di nascita e Codice Fiscale. Ti sarai sicuramente accorto che di recente gli exchange hanno iniziato a richiedere numerose e ripetute verifiche sulla tua identità (documenti aggiornati, selfie, proof of address). Questi dati servono proprio a favorire la trasparenza e a permettere il corretto scambio di informazioni richiesto dalla normativa.
  • Saldi e Valore: Il valore aggregato delle cripto-attività detenute al 31 dicembre.
  • Transazioni: Dettagli sulle operazioni di conversione e trasferimenti verso wallet esterni.

DAC8 e CRS: Il parallelo con i conti trading

È importante sottolineare che questo meccanismo non è una novità assoluta nel mondo finanziario, ma è l’applicazione al mondo crypto di quanto già avviene per i conti trading tradizionali e bancari.

Lo scambio di informazioni con i conti trading esteri, infatti, avviene già tramite il CRS (Common Reporting Standard). Se vuoi capire meglio come broker e banche comunicano con il fisco, ti invitiamo a leggere il nostro approfondimento sul flusso di dati tra broker e autorità fiscali attraverso il CRS.

Il rischio delle Lettere di Compliance

Questi dati (sia da CRS che da DAC8) vengono incrociati dai sistemi dell’Agenzia delle Entrate con le tue dichiarazioni dei redditi. Se emergono discrepanze tra quanto possiedi sugli exchange e quanto hai dichiarato, l’Agenzia può inviare una comunicazione bonaria prima dell’accertamento vero e proprio.

Per sapere come comportarti in questo scenario, leggi la nostra guida sulla Lettera di Compliance e anomalie nel Quadro RW.

Mi devo preoccupare?

La risposta dipende interamente dalla tua storia fiscale. Possiamo distinguere due scenari principali:

Scenario 1: Hai sempre dichiarato le tue cripto-attività

Se hai regolarmente compilato il quadro RW (o RT in caso di plusvalenze) negli anni passati, puoi stare tranquillo.

È importante notare che alcuni exchange, specialmente quelli con una forte presenza o sede in Italia come Binance Italy e Young Platform, stanno già inviando i primi flussi di dati. Potresti addirittura aver notato la comparsa di alcune voci relative alle criptovalute nel tuo Cassetto Fiscale sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nota bene: La presenza di questi dati non fa scattare automaticamente un accertamento fiscale. Queste informazioni rappresentano solo l’adempimento degli obblighi normativi da parte degli exchange. L’algoritmo non fa partire una “multa automatica” solo perché vede che possiedi Bitcoin. Se hai sempre dichiarato le tue cripto-attività nel quadro RW (o RT in caso di plusvalenza) e pagato le imposte dovute, non hai nulla da temere.

Scenario 2: Non hai mai dichiarato nulla

Se possiedi criptovalute ma non le hai mai inserite nella dichiarazione dei redditi, la situazione è diversa, ma non irrimediabile. Con il  DAC8, il rischio di controlli aumenta, ma puoi ancora metterti in regola spontaneamente.

Lo strumento da utilizzare è il Ravvedimento Operoso. Questo ti permette di correggere le omissioni degli anni passati pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle che riceveresti in caso di accertamento formale. Scopri di più leggendo il nostro articolo sul Ravvedimento Operoso per conti trading e crypto.

Come Tasse Trading può aiutarti a metterti in regola

Regolarizzare la propria posizione o preparare la dichiarazione corretta per il 2026 può sembrare complesso, ma noi siamo qui per semplificarti la vita.

In Tasse Trading elaboriamo i report fiscali delle tue cripto-attività e ti forniamo il Facsimile del Modello Redditi PF o del 730 precompilato. Si tratta di un documento pronto all’uso che potrai semplicemente consegnare al tuo CAF o al tuo commercialista di fiducia per completare la pratica del ravvedimento o la dichiarazione ordinaria, versando le imposte e le eventuali sanzioni ridotte.

Non hai un commercialista?
Nessun problema. Se non hai un intermediario abilitato a cui affidarti, puoi scegliere il nostro pacchetto completo (elaborazione + invio). In questo caso, affideremo la gestione del tuo ravvedimento o della tua dichiarazione direttamente agli studi commercialisti a noi affiliati, offrendoti un servizio a 360 gradi senza pensieri.

Hai dubbi o situazioni particolari?

Non aspettare che arrivi una lettera di compliance. Se hai domande specifiche sulla DAC8 o sulla tua situazione passata:

  • Scrivici in chat, via email o chiamaci.
  • Prenota una consulenza personalizzata per analizzare il tuo caso specifico con un esperto.

Vuoi metterti in regola subito?