Esempio superamento soglia €51.645,69

Novembre 11, 2021

In breve, la soglia 51.645,69 € è il limite oltre il quale le plusvalenze sui conti in valuta estera diventano tassabili: se la giacenza complessiva di tutti i tuoi depositi e conti in valuta, calcolata al cambio del 1° gennaio, supera quella cifra per almeno 7 giorni lavorativi di fila nell’anno, ogni prelievo o conversione genera una plusvalenza tassata al 26%, art. 67, comma 1-ter, TUIR.

Sotto la soglia non paghi nulla sul cambio, ma il conto va comunque nel quadro RW (o W). Il modo in cui si conta la giacenza è spiegato dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 204/2023: tutti i conti sommati, poi il calcolo conto per conto.

La regola sembra semplice, ma nella pratica è il punto su cui i clienti sbagliano di più: contano un conto solo invece di tutti, usano il cambio del giorno invece di quello del 1° gennaio, sommano le azioni in dollari alla liquidità, oppure pensano che un picco di due giorni faccia scattare le tasse. In questo articolo trovi sette casi concreti, dal più semplice al più insidioso.

Il team di Tasse Trading, specialisti che da oltre 13 anni elaborano i report dei broker esteri per investitori italiani e consegnano i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi, oppure M, T, D e W del 730, verifica la soglia 51.645,69 € su ogni conto che riceve.

Se vuoi prima capire la regola generale, parti dalla guida sul conto in valuta estera e le tasse sul cambio.

Come si verifica la soglia 51.645,69 €

Quattro regole, tutte dalla norma e dalla prassi:

  1. Si sommano tutti i conti. Depositi e conti correnti in valuta estera presso qualsiasi intermediario e in qualsiasi valuta, Risposta n. 204/2023.
  2. Conta solo la liquidità. Azioni, ETF e obbligazioni quotati in valuta non entrano nel calcolo.
  3. Vale il cambio del 1° gennaio. Il controvalore in euro si calcola con il cambio di inizio anno, per tutto l’anno, art. 67, comma 1-ter, TUIR.
  4. Sette giorni lavorativi di fila. Il superamento deve durare almeno sette giorni lavorativi consecutivi; un picco più breve non conta.

Se la soglia è superata, diventano rilevanti tutti i prelievi e le conversioni dell’anno, anche quelli fatti prima del picco, e la plusvalenza si calcola con il LIFO separatamente per ogni conto, art. 67, comma 1-bis, TUIR. Se la soglia 51.645,69 € non è superata, nessuna tassa sul cambio, ma restano il monitoraggio nel quadro RW (o W) e l’IVAFE.

Sette esempi di superamento della soglia 51.645,69 €

In tutti gli esempi ipotizziamo un cambio EUR/USD di 1,04 al 1° gennaio: 1 USD vale quindi 0,9615 €. I nomi sono di fantasia.

Esempio 1: un solo conto, sotto soglia. Luca ha 45.000 USD su Interactive Brokers per tutto l’anno, pari a 43.269 €. Non supera la soglia 51.645,69 €, quindi le conversioni in euro che fa durante l’anno non sono tassate. Dichiara il conto nel quadro RW (o W) e paga l’IVAFE.

Esempio 2: due conti che insieme superano. Marco ha 30.000 USD su Interactive Brokers e 25.000 USD su Revolut. Nessuno dei due supera la soglia 51.645,69 € da solo (28.846 € e 24.038 €), ma la somma è 52.885 €. La soglia è superata e tutte le conversioni e i prelievi dell’anno, su entrambi i conti, generano plusvalenze o minusvalenze da calcolare.

Esempio 3: valute diverse. Anna ha 20.000 USD su DEGIRO, 15.000 GBP su una banca inglese e 10.000 CHF su una banca svizzera. Ogni valuta si converte in euro al proprio cambio del 1° gennaio e i tre importi si sommano: se il totale supera 51.645,69 €, la soglia è superata anche se nessun conto, da solo, arriva a 20.000 €.

Esempio 4: picco di pochi giorni. Giulia vende azioni per 70.000 USD giovedì 10 aprile e la liquidità resta sul conto fino a martedì 15, quando compra altri titoli. Il saldo in dollari supera la soglia 51.645,69 €, ma per tre giorni lavorativi, non sette consecutivi. La soglia non è superata e i prelievi dell’anno non sono tassati, a meno che altri periodi o altri conti la facciano scattare.

Esempio 5: il cambio sale a metà anno. Paolo ha 50.000 USD, pari a 48.077 € al cambio del 1° gennaio. A giugno il dollaro si rafforza e gli stessi 50.000 USD valgono 49.000 €, poi a settembre 52.000 €. Non importa: per la soglia vale solo il cambio del 1° gennaio, quindi Paolo resta sotto la soglia 51.645,69 € per tutto l’anno.

Quello che cambia a metà anno è il valore dei dollari, non la giacenza rilevante.

Esempio 6: tanti dollari, ma investiti. Sara ha 150.000 USD in azioni Apple e Microsoft e 8.000 USD di liquidità sul conto. Le azioni, anche se quotate in dollari, non sono valuta: contano solo gli 8.000 USD, pari a 7.692 €. Sara è sotto soglia. Se a novembre vende tutto e tiene 158.000 USD liquidi per più di sette giorni lavorativi, invece, la soglia 51.645,69 € scatta per quell’anno.

Esempio 7: conto CFD in dollari. Davide fa trading di CFD su un conto eToro denominato in USD con 60.000 USD di margine disponibile. I guadagni sui CFD sono tassati sempre, senza soglia, art. 67, comma 1, lett. c-quater, TUIR.

Ma i 60.000 USD liquidi sul conto sono valuta estera a tutti gli effetti: superano la soglia 51.645,69 € da soli e i prelievi in euro di Davide generano anche una plusvalenza o minusvalenza di cambio.

CasoGiacenza al 1° gennaioSoglia superata?Perché
1. Un conto43.269 €Nosotto il limite
2. Due conti52.885 €Sìi conti si sommano
3. Tre valutesomma dei tre controvaloriDipendeanche le valute si sommano
4. Picco breve67.308 € per 3 giorniNoservono 7 giorni lavorativi di fila
5. Cambio che sale48.077 €Novale solo il cambio del 1° gennaio
6. Azioni in USD7.692 €Noconta solo la liquidità
7. Conto CFD in USD57.692 €Sìla liquidità del conto è valuta

Nota: superare la soglia non vuol dire pagare per forza. Vuol dire che le plusvalenze e le minusvalenze di cambio vanno calcolate: se il dollaro è sceso rispetto a quando l’hai comprato, il risultato è una minusvalenza, che compensa le altre plusvalenze nel quadro RT (o T) per quattro anni, art. 68, comma 5, TUIR. Vedi come bilanciare le minusvalenze.

Soglia 51.645,69 € e criptovalute: solo fino al 2022

Fino all’anno d’imposta 2022 le criptovalute erano equiparate alle valute estere, Risoluzione n. 72/E/2016 e Circolare n. 30/E/2023, par. 2.3: la soglia si verificava sommando i wallet e gli exchange ai conti in valuta tradizionale, al cambio del 1° gennaio, e ogni conversione cripto-cripto o cripto-euro sopra soglia era tassata al 26% con il LIFO.

Esempio cripto, anno 2021. Il 1° gennaio 2021 Fabio ha 2 BTC, pari a 47.449 €. Ad aprile valgono 101.111 € e li vende: non è tassato, perché per la soglia conta il valore al 1° gennaio, sotto il limite.

Se però Fabio avesse avuto anche 50.000 USD su un conto corrente, la somma al 1° gennaio avrebbe superato 51.645,69 € e la vendita di aprile sarebbe stata una plusvalenza tassabile.

Dal 1° gennaio 2023 le cripto-attività hanno una categoria propria, art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR: non entrano più nel calcolo della soglia, non ne beneficiano e sono tassate al 26% fino al 2025 e al 33% dal 2026.

Le regole attuali sono nella guida su criptovalute e tasse dal 2025; i proventi da staking, allora come oggi, seguono regole a parte, spiegate nell’articolo sulla tassazione dei redditi da staking.

Gli anni fino al 2022 contano ancora: se ricevi una lettera di compliance o devi regolarizzare il 2021 o il 2022 con il ravvedimento, la soglia 51.645,69 € va verificata con le vecchie regole, cripto comprese.

Perché la verifica della soglia conviene affidarla a noi di Tasse Trading

Gli esempi qui sopra hanno un saldo fisso. Nella realtà un conto trading in dollari cambia saldo ogni giorno: acquisti e vendite di titoli, dividendi accreditati, commissioni, interessi, cambi parziali. La giacenza va ricostruita giorno per giorno su ogni conto, poi sommata, per trovare se esiste una finestra di sette giorni lavorativi sopra la soglia 51.645,69 €.

E se la soglia è superata, ogni singola entrata e uscita in valuta modifica i lotti LIFO e il cambio di carico delle operazioni successive: basta un dividendo dimenticato per sbagliare tutte le plusvalenze da quel giorno in poi. Il nostro software fa esattamente questo partendo dai report del broker, e il risultato finisce già sommato alle altre plusvalenze nel quadro RT (o T) del facsimile.

Domande frequenti

La soglia 51.645,69 € vale per ogni conto o per tutti insieme?
Per tutti insieme: si sommano depositi e conti in valuta di qualsiasi intermediario e in qualsiasi valuta, al cambio del 1° gennaio. Il calcolo della plusvalenza, una volta superata, si fa invece conto per conto.

I sette giorni devono essere consecutivi?
Sì, sette giorni lavorativi di fila. Due periodi di quattro giorni separati non bastano. Sabato, domenica e festivi non contano come giorni lavorativi ma non interrompono la sequenza.

Se supero la soglia 51.645,69 € a dicembre, pago sui prelievi di tutto l’anno?
Sì. Il superamento rende rilevanti tutte le cessioni del periodo d’imposta, anche quelle avvenute prima.

Le azioni in dollari entrano nel calcolo?
No, solo la liquidità. Un portafoglio da 200.000 USD in azioni con 5.000 USD di cash ha una giacenza valutaria di 5.000 USD.

Le criptovalute entrano ancora nella soglia?
Solo per gli anni fino al 2022. Dal 2023 hanno un regime separato e non si sommano ai conti in valuta.

Non sai se hai superato la soglia 51.645,69 €?

Da oltre 13 anni il nostro team elabora i report dei broker esteri per investitori e trader italiani: ricostruiamo la giacenza giorno per giorno su tutti i tuoi conti in valuta, verifichiamo la soglia 51.645,69 € e, se superata, calcoliamo il valutario con il LIFO.

Ricevi il facsimile precompilato del Modello Redditi con i quadri RM, RT, RL e RW, o del 730 con i quadri M, T, D e W, il calcolo delle imposte e il report di calcolo.

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Riferimenti normativi

  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. c-ter, e commi 1-bis e 1-ter: plusvalenze da valute estere, prelievo equiparato a cessione, metodo LIFO, soglia di 51.645,69 € per sette giorni lavorativi continui al cambio di inizio anno.
  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. c-quater e c-sexies: derivati e CFD senza soglia; regime separato delle cripto-attività dal 2023.
  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 68, comma 5: compensazione delle minusvalenze nei quattro anni successivi.
  • Circolare Ministero delle Finanze 24 giugno 1998, n. 165/E, par. 2.2.3: finalità di investimento delle valute su depositi e conti correnti.
  • Risoluzione Agenzia delle Entrate 2 settembre 2016, n. 72/E: criptovalute equiparate alle valute estere fino al 2022.
  • Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1, commi 126-147: disciplina autonoma delle cripto-attività dal 1° gennaio 2023.
  • Risposta a interpello Agenzia delle Entrate 7 febbraio 2023, n. 204: soglia verificata sulla giacenza complessiva di tutti i conti, LIFO applicato conto per conto.
  • Circolare Agenzia delle Entrate 27 ottobre 2023, n. 30/E, par. 2.3: trattamento delle criptovalute fino al 2022 come valute estere.

Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati).

Aggiornato il 19 ottobre 2026, Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025).

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate. Questo contenuto è stato preparato anche con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la revisione e la responsabilità editoriale di Tasse Trading.


Indice: strategie fiscali conti trading

Maggio 20, 2021

Tasse Trading ha realizzato una guida con 8 strategie fiscali da adottare per ottimizzare il tuo conto trading!


“Risparmio è doppio Guadagno”

Giovanni Gaggino


Come ridurre la tassazione del proprio conto? Com’è possibile trarre benefici dalle minusvalenze? Come utilizzare le detrazioni fiscali per detrarre i redditi da trading?

Nelle nostre strategie fiscali risponderemo a tutte queste domande e vedremo dei trucchetti, assolutamente legali, per ridurre l’impatto fiscale del conto trading.

Ricapitoliamo le nostre 8 strategie:

BILANCIARE LE PLUSVALENZE

Le prime tre lezioni di strategia fiscale sono relative al bilanciamento di plus/minusvalenze. Per attuare queste strategie è opportuno fotografare la propria situazione del conto prima della fine dell’anno e verificare se vi sono plusvalenze o minusvalenze realizzate (ovvero chiuse) oppure non realizzate.

In questa lezione vedremo la situazione in cui il portafoglio è in plusvalenza realizzata e si hanno minusvalenze non realizzate. In alcuni casi potrebbe essere conveniente chiudere le posizioni in perdita per ridurre o addirittura azzerare le plusvalenze e pagare meno imposte.

BILANCIARE LE MINUSVALENZE

Nelle seconda lezione vedremo l’importanza delle minusvalenze. Quando in portafoglio si detengono perdite si possono adottare strategie per trarre benefici e ridurre le imposte da versare. Siamo nella situazione in cui prima della fine dell’anno si detengono minusvalenze realizzate e plusvalenze non ancora chiuse.

NON PERDERE MINUSVALENZE

Le minusvalenze sono davvero importanti ed è importante non perderle. Sole inserendole in dichiarazione dei redditi si attribuisce una scadenza.

RECUPERO DETRAZIONI FISCALI

In questa quarta lezione analizzeremo come compensare i redditi derivanti da trading con le detrazioni fiscali. E’ conveniente utilizzare questa strategia quando si detengono varie spese (mediche, assicurative, ecc.) e allo stesso tempo non si hanno abbastanza redditi per compensarle.

NON PAGARE IMPOSTE SULLE CRIPTOVALUTE

La normativa ha assimilato la criptovalute alle valute tradizionali, pertanto non si devono versare imposte (in quanto considerate non speculative) al di sotto della giacenza in valuta di €2000,00 intrattenuta per più di 7 giorni lavorativi consecutivi.

SFRUTTARE MINUSVALENZE DA CRIPTOVALUTE

Le criptovalute non si inseriscono in dichiarazione (sotto la soglia di €2000,00) e potrebbe non essere conveniente quando si realizzano perdite. Scopriamo come non perderle per poterle compensare con profitti da altri strumenti finanziari.

MENO IMPOSTE SUI REDDITI DA CAPITALE

I redditi di Capitale (interessi, cedole e ETF armonizzati) sono tassati ad imposta sostitutiva del 26%. E’ possibile optare per la tassazione ordinaria e sfruttare l’aliquota del 23% (per redditi inferiori ad €15.000) e utilizzare questi redditi per compensare le spese mediche, assicurative, di ristrutturazione ecc.

MENO IMPOSTE SUI DIVIDENDI ESTERI

Premesso che sui dividendi esteri vi è una doppia imposizione, com’è possibile evitarla o ridurla? In questa lezione vedremo le strategie per abbassare le imposte sui dividendi emessi da paesi esteri.

Se non ti sono chiare le nostre strategie fiscali

 

 

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*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale e i contenuti non possono sostituire la consulenza individuale di esperti per i singoli casi concreti
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Sfruttare minusvalenze da criptovalute

Maggio 10, 2021

In breve: le minusvalenze criptovalute realizzate fino al 2022 seguivano le regole delle valute estere e si compensavano anche con i guadagni su azioni, opzioni e CFD. Dal 2023 le cripto-attività sono una categoria a sé: le perdite si recuperano solo con plusvalenze cripto dei quattro anni successivi, e solo se le hai indicate in dichiarazione.

Chi ha perso soldi con le cripto si chiede se quelle perdite possano almeno ridurre le tasse sugli altri investimenti. La risposta dipende dall’anno in cui le hai realizzate, perché la Legge di Bilancio 2023 ha cambiato le regole. Lo spiega il team di Tasse Trading che dal 2011 elabora i report dei broker esteri per investitori italiani e consegna i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi (o M, T, D e W del 730).

Fino al 2022: le cripto come valute estere

Fino al 31 dicembre 2022 l’Agenzia delle Entrate assimilava le criptovalute alle valute estere (Risoluzione 72/E/2016). Plusvalenze e minusvalenze contavano solo se la giacenza complessiva dei conti in valuta, cripto comprese, superava 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67, comma 1, lett. c-ter e comma 1-ter, TUIR). Superata la soglia, ogni scambio generava un guadagno o una perdita: vendita in euro, ma anche cambio da bitcoin a ether o a una stablecoin. Quelle perdite erano redditi diversi di natura finanziaria come gli altri, quindi si potevano usare per compensare le plusvalenze su azioni e derivati dello stesso anno e dei quattro successivi (art. 68, comma 5, TUIR).

Esempio 1. Nel 2021 Luca supera la soglia, vende bitcoin in perdita per 6.000 euro e nello stesso anno guadagna 10.000 euro vendendo azioni. Dichiara entrambe le operazioni: paga il 26% solo su 4.000 euro.

Esempio 2. Nel 2022 Luca chiude l’anno con 8.000 euro di minusvalenze cripto e nessun guadagno. Le indica nel quadro RT e nel 2024 le usa contro 5.000 euro di plusvalenze su azioni; i 3.000 euro rimasti valgono fino al 2026. La legge di bilancio 2023 ha confermato che le minusvalenze cripto realizzate entro il 2022 restano deducibili con queste regole (art. 1, comma 127, L. 197/2022; Circolare 30/E/2023, par. 3.2).

Dal 2023: le minusvalenze criptovalute compensano solo cripto

Dal 1° gennaio 2023 le cripto-attività hanno una categoria propria di redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR). Non c’è più la soglia dei 51.645,69 euro e lo scambio tra cripto con le stesse caratteristiche, per esempio bitcoin contro ether, non conta più. In cambio le perdite restano chiuse nel comparto cripto: si sommano alle plusvalenze e ai proventi da cripto-attività dello stesso anno e l’eccedenza si riporta per quattro anni, ma solo contro altre plusvalenze cripto e solo se la minusvalenza è stata indicata nella dichiarazione dell’anno in cui è nata (art. 68, comma 9-bis, TUIR; Circolare 30/E/2023, par. 3.1). Dal 2025 non esiste più nemmeno la franchigia di 2.000 euro (art. 1, commi 23-25, L. 207/2024).

Esempio 3. Nel 2026 Giulia perde 4.000 euro vendendo ether e guadagna 4.000 euro con le azioni. Le due cifre non si incontrano: paga il 26% sulle azioni e riporta i 4.000 euro di minusvalenza cripto, utilizzabili fino al 2030 contro guadagni cripto.

Esempio 4. Nel 2025 Giulia realizza 3.000 euro di minusvalenze cripto e le indica nel quadro RT. Nel 2026 vende bitcoin con 10.000 euro di plusvalenza: tassa solo 7.000 euro, al 33% previsto dal 2026. Se nel 2025 non le avesse dichiarate, le avrebbe perse.

Cosa fare per non perdere le minusvalenze cripto

La regola pratica è una: dichiara sempre le perdite nell’anno in cui le realizzi, anche se non devi pagare nulla, perché la deduzione negli anni successivi è ammessa solo per le minusvalenze già indicate nel quadro RT (o T del 730) dell’anno di realizzo. Tieni separate le minusvalenze cripto da quelle su azioni e derivati, perché seguono due vasche diverse, e conserva lo storico completo delle operazioni: senza prova del costo di acquisto la perdita non esiste. Attenzione anche alle perdite che non contano: il furto delle chiavi o la sparizione di un exchange non generano una minusvalenza deducibile, come spieghiamo nell’articolo sul furto o smarrimento del wallet. Il quadro completo delle regole dal 2026 è nella guida alla dichiarazione cripto 2027. Per le modalità di compilazione rimandiamo alle istruzioni del modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2.

Tasse Trading si occupa proprio di questo.

Dal 2011 elaboriamo i report dei broker e degli exchange esteri per investitori e trader italiani: ricostruiamo plusvalenze e minusvalenze cripto con il LIFO, teniamo separate le perdite ante e post 2023 e le riportiamo negli anni giusti, con i facsimili dei quadri RT e RW pronti per la dichiarazione (o T e W del 730). Seleziona il tuo exchange per un preventivo gratuito.

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Ottimo Lavoro Ragazzi. Molto tempo risparmiato per me ed il mio Commercialista.
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Marco Pavesi
24. Settembre, 2026
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OTTIMO SERVIZIO
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Emanuele Bosi
16. Settembre, 2026
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Gentili e tempestivi
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Franca De Martis
8. Settembre, 2026
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Soddisfatta per il servizio ottimo e veloce; ringrazio il Signor Federico persona molto professionale, sempre disponibile e chiaro nelle risposte Grazie di cuore
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Marco Giovini
7. Settembre, 2026
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RAPIDI e precisi
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Rene Hofer
7. Settembre, 2026
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Il servizio di Tasse Trading è stato rapido, competente, e sono più che soddisfatto. Grazie al servizio clienti veloce e amichevole!
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gotamo65
3. Settembre, 2026
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Gentili, disponibili, ed economici. Grazie

Riferimenti normativi

  • Art. 67, comma 1, lett. c-ter e comma 1-ter, TUIR e Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 72/E del 2016 (regime fino al 2022: cripto come valute estere, soglia di 51.645,69 euro)
  • Art. 68, comma 5, TUIR (compensazione tra redditi diversi di natura finanziaria e riporto per quattro anni)
  • Art. 67, comma 1, lett. c-sexies, e art. 68, comma 9-bis, TUIR, introdotti dall’art. 1, comma 126, L. 197/2022 (cripto-attività dal 2023, minusvalenze solo contro cripto)
  • Art. 1, comma 127, L. 197/2022 (regime transitorio per le minusvalenze realizzate entro il 2022)
  • Art. 1, commi 23-25, L. 207/2024 (eliminazione della franchigia dal 2025, aliquota al 33% dal 2026)
  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023, par. 3.1 e 3.2
  • Istruzioni al modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2 (Quadro RT)

Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati). Aggiornato: 29 ottobre 2026, modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025).

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate. Questo contenuto è stato preparato anche con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, sotto la revisione e la responsabilità editoriale di Tasse Trading.

Hai ancora un dubbio sul tuo caso? Scrivici, ti rispondiamo noi.

5. Non pagare imposte sulle criptovalute

Maggio 5, 2021

ATTENZIONE – STRATEGIA VALIDA FINO AL 2022

A PARTIRE DAL 01.01.23 (REDDITI 2022) è CAMBIATA LA NORMATIVA FISCALE PER I CONTI CRIPTOVALUTE.

QUI SI RIPORTANO LE REGOLE RELATIVE ALLA TASSAZIONE DI CRIPTOVALUTE DEI REDDITI 2021 E PRECEDENTI.

PER I REDDITI 2023 SI RIPORTANO QUI LE NUOVE REGOLE (link)

Due lezioni fiscali interamente dedicate alle criptovalute: come non pagare imposte sulle criptovalute in maniera legale?

Le criptovalute sono uno strumento finanziario molto vantaggioso a livello fiscale poiché è possibile e assolutamente legale non pagare imposte sulle plusvalenze da criptovalute (entro determinati limiti).

Normalmente, per quasi tutti gli strumenti finanziari vi è un’aliquota del 26% sulle plusvalenze finanziarie. Ovvero alla fine dell’anno se il conto presenta un profitto (derivante da azioni, opzioni, futures, cfd, forex, ecc.) si deve versare l’imposta del 26%.

Come funziona invece per la tassazione delle criptovalute?

La normativa fiscale italiana non si è ancora adeguata al mondo delle criptovalute pertanto non vi sono ancora norme specifiche. L’agenzia Entrate ha quindi classificato le valute virtuali, ovvero le criptovalute al pari delle valute tradizionali.

La conseguenza di questa decisione che paragona le criptovalute a delle valute tradizionali presuppone che il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in criptovalute deve essere fatto (e il risultato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi con l’eventuale pagamento delle imposte dovute) solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro​ per 7 giorni lavorativi consecutivi. 

Si dovranno pagare le plusvalenze sulle valute solo se si supererà il limite di €51.645,69. Questa soglia è valida solo per le criptovalute ma non per le plusvalenze finanziarie dove invece non vi sono limiti.

Come si fa a calcolare la giacenza in valuta?

1. Il controvalore in euro delle criptovalute si calcola sulla base del cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, ossia il cambio del 1° gennaio dell’anno nel quale si verifica la cessione;
2. La soglia di giacenza di euro 51.645,69 riguarda tutti i depositi e conti correnti intrattenuti dal contribuente.

In questa quinta lezione di ottimizzazione fiscale vediamo come NON PAGARE IMPOSTE SULLE CRIPTOVALUTE

Abbiamo visto che se si mantiene una giacenza di valute inferiore alla soglia di €51.645,69 non si conteggeranno eventuali plusvalenze o minusvalenze in dichiarazione dei redditi.

Se durante l’anno si realizzano profitti sulle criptovalute potrebbe essere utile prestare particolare attenzione alla propria giacenza in valuta.

Allo stesso modo, se il conto presenterà minusvalenze derivanti dalle criptovalute e non si supera la soglia, non verranno conteggiate nella dichiarazione dei redditi e non potranno compensare le altre plusvalenze (derivanti dagli altri strumenti finanziari).

Per quanto concerne le perdite derivanti dalle criptovalute abbiamo individuato un’altra strategia fiscale che vedremo nella prossima lezione. 

 

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*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale e i contenuti non possono sostituire la consulenza individuale di esperti per i singoli casi concreti