In breve, la lettera di compliance è un invito bonario dell’Agenzia delle Entrate: confronta i dati che broker ed exchange esteri comunicano con il CRS con la tua dichiarazione e ti segnala i conti che non trova nel quadro RW, L. 190/2014, art. 1, commi 634-636. Se il conto è già dichiarato basta rispondere tramite CIVIS, altrimenti si rimedia con il ravvedimento operoso.

Punti chiave
- La lettera di compliance non è un accertamento: è un invito a verificare e, se serve, correggere.
- I dati CRS sono aggregati e lordi: proventi senza costo d’acquisto, a volte nozionali, in valuta o già in euro.
- Puoi riceverla anche se hai dichiarato tutto: il quadro RW non riporta il nome del broker.
- Conto già dichiarato: lo comunichi all’Agenzia con il tuo commercialista. Conto non dichiarato: ravvedimento operoso.
- Se la ignori, l’Agenzia può passare a un accertamento vero e proprio.
Ti è arrivata una lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate con scritto “Anomalia quadro RW” e l’elenco dei tuoi conti trading esteri? Niente panico. È una comunicazione che ricevono ogni anno migliaia di investitori italiani, anche chi ha dichiarato tutto correttamente. Se vuoi leggerla insieme a qualcuno che ne vede ogni anno, puoi prenotare una consulenza con uno dei nostri esperti.
In questa guida Tasse Trading, lo studio che dal 2013 elabora i report dei broker esteri per investitori italiani e consegna i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi, oppure M, T, D e W del 730, ti mostra una lettera di compliance vera, spiega perché i numeri spesso non coincidono con la tua dichiarazione e cosa fare nei due casi possibili.
Cos’è una lettera di compliance e perché arriva
La lettera di compliance, o comunicazione per la promozione dell’adempimento spontaneo, è il primo contatto bonario tra l’Agenzia delle Entrate e il contribuente. Ti segnala un’anomalia e ti dà la possibilità di correggerla da solo, con sanzioni ridotte, prima di qualsiasi controllo, L. 190/2014, art. 1, commi 634-636.
Per i conti esteri l’anomalia nasce dal CRS, lo scambio automatico di informazioni con cui broker e banche estere comunicano ogni anno al proprio Fisco saldi e pagamenti dei clienti residenti in Italia. Quei dati arrivano all’Agenzia, che li confronta con il tuo quadro RW (o W del 730) e con i quadri dei redditi, Provvedimento AdE 8 febbraio 2022, n. 40601.
La lettera di compliance arriva via PEC o per posta, e la trovi comunque nel Cassetto fiscale, nella sezione “L’Agenzia scrive”, con il prospetto dei dati ricevuti dall’estero. I dati arrivano con qualche anno di ritardo: le lettere spedite nel 2025, per esempio, riguardavano l’anno d’imposta 2021.
Com’è fatta una lettera di compliance: un esempio reale
L’immagine all’inizio della guida è una lettera di compliance vera ricevuta da un investitore, con i dati personali oscurati. In alto ci sono l’identificativo della comunicazione, il codice fiscale e l’anno d’imposta. Poi il titolo dell’anomalia, in questo caso “Anomalia quadro RW (monitoraggio fiscale)”.
Il testo dice che i conti esteri elencati “non risultano indicati, in tutto o in parte, nel quadro RW”. Subito dopo precisa che, se hai già presentato una dichiarazione integrativa per quei conti, puoi non tenere conto della comunicazione. È un dettaglio importante: l’Agenzia stessa sa che i suoi dati possono essere superati.
L’elenco dei conti. Per ogni conto la lettera riporta Stato estero, istituto finanziario, numero del conto, saldo e valuta del saldo. Nota i conti con saldo 0,00: sono conti chiusi o svuotati, ma se li hai avuti durante l’anno andavano comunque nel quadro RW, DL 167/1990, art. 4.
I pagamenti. Quando l’anomalia riguarda anche i redditi, la lettera di compliance aggiunge un secondo prospetto con i pagamenti ricevuti sul conto: dividendi, interessi, proventi lordi e altro, ciascuno con la sua valuta.

Perché i dati della lettera possono non coincidere con la tua dichiarazione
I numeri del CRS riportati nella lettera di compliance possono non essere gli stessi riportati nella tua dichiarazione. Questo è un fatto del tutto comune: il broker comunica dati aggregati per conto e per anno, pensati per segnalare che un conto esiste, non per calcolare le tasse. Per questo chi ha dichiarato correttamente vede quasi sempre delle divergenze.
| Cosa vedi nella lettera | Cosa significa davvero | Cosa c’è nella tua dichiarazione |
|---|
| Proventi lordi | L’incasso delle vendite, senza il costo di acquisto | Corrispettivi e Costi che generano la plus/minus, nel quadro RT (o T) |
| Proventi molto alti su CFD o future | Spesso il controvalore nozionale negoziato, non il guadagno | Il risultato netto delle operazioni chiuse |
| Proventi negativi | Alcuni broker comunicano un risultato netto, anche in perdita | Una minusvalenza, da riportare negli anni successivi |
| Importi in GBP, USD o altre valute | Valori in valuta, mentre altri broker li convertono già in euro | Tutto in euro, convertito al cambio della BdI di ogni operazione |
| Saldo del conto | Il saldo comunicato dal broker a fine anno, a volte solo la liquidità | Il valore di titoli e liquidità nel quadro RW, con l’IVAFE |
Un esempio. Nella lettera di compliance qui sopra un conto riporta 41.771,40 € di proventi lordi. Se quelle azioni le avevi comprate a 40.000 €, il tuo guadagno è 41.771,40 − 40.000 = 1.771,40 €: è questo che va nel quadro RT (o T), non l’incasso. Nello stesso prospetto un conto CFD ha proventi negativi, cioè una perdita.
Lo stesso vale per dividendi e interessi: nella lettera sono totali annui, spesso in valuta, mentre nel quadro RM (o M) vanno al lordo e in euro. Due numeri diversi non vogliono dire che hai sbagliato.
Hai già dichiarato il conto e ricevi lo stesso la lettera di compliance?
Succede spesso, e non è un’anomalia. Nel quadro RW non c’è il nome del broker: indichi il tipo di attività, il Paese e i valori. L’Agenzia può verificare che hai compilato il quadro RW, ma non può sapere se quelle righe si riferiscono proprio al conto che le ha segnalato il broker estero.
Può capitare anche se hai dichiarato nei termini ordinari o se hai già fatto il ravvedimento operoso dopo la chiusura dell’anno: l’incrocio automatico non sempre lo riconosce.
Cosa fare. Insieme al tuo commercialista comunica all’Agenzia che i conti indicati sono già stati dichiarati, usando il canale CIVIS nella tua area riservata, che è quello indicato nella lettera di compliance, Provvedimento AdE 8 febbraio 2022, n. 40601. Nei casi che abbiamo seguito, di norma l’Agenzia ha chiuso la pratica così.
Se l’Agenzia chiede più dettagli perché i valori del quadro non le tornano con quelli della lettera, la risposta è un report di calcolo che ricostruisce, conto per conto, saldi, plusvalenze, minusvalenze, dividendi e cambi. È quello che consegniamo con ogni elaborazione, ed è il documento che spiega perché 41.771,40 € di proventi diventano 1.771,40 € di plusvalenza.
Non hai dichiarato il conto: il ravvedimento operoso
Se i conti segnalati non sono mai stati dichiarati, la strada è il ravvedimento operoso: presenti una dichiarazione integrativa con i quadri mancanti e versi imposte, sanzioni ridotte e interessi, D.Lgs. 472/1997, art. 13. La lettera di compliance non lo impedisce, anzi lo sollecita.
L’integrativa comprende il quadro RW con l’IVAFE e i quadri dei redditi: quadro RT (o T) per plusvalenze e minusvalenze, quadro RM (o M) per dividendi e interessi, quadro RL (o D) per i redditi in tassazione ordinaria. Il quadro RW va compilato anche se il conto è in perdita.
Conviene sistemare insieme tutti gli anni ancora aperti, non solo quello della lettera: l’anno segnalato oggi è il più vecchio, ma i successivi arriveranno con gli stessi dati. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 valgono le sanzioni ridotte della riforma, D.Lgs. 87/2024.
Come ti aiutiamo. Elaboriamo i report dei tuoi conti trading per tutti gli anni da sistemare e ti consegniamo proprio quello che serve per metterti in regola: il facsimile del Modello Redditi con i quadri già compilati e il report di calcolo, utile se l’Agenzia chiede altre informazioni.
Il facsimile lo consegni al tuo commercialista, che lo integra nella dichiarazione e ti prepara gli F24 per imposte, sanzioni e interessi. In alternativa puoi richiedere il servizio opzionale di ravvedimento con i nostri studi affiliati, che si occupano anche dell’invio.
Cosa succede se ignori la lettera di compliance
Ignorare la lettera di compliance è la scelta peggiore. Dopo un certo tempo l’Agenzia può attivare un vero e proprio accertamento: una richiesta formale di documenti e chiarimenti, a cui bisogna rispondere, seguita da un avviso con imposte, interessi e sanzioni piene, DPR 600/1973, art. 32.
A quel punto il ravvedimento non è più possibile e si aggiungono le sanzioni per il quadro RW omesso, DL 167/1990, art. 5. Gli anni restano accertabili a lungo: in generale fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione, del settimo se la dichiarazione non è stata presentata, DPR 600/1973, art. 43.
Lettere di compliance e cripto: DAC8 e il caso Binance
Dal 1° gennaio 2026 anche gli exchange di cripto raccolgono i dati dei clienti per lo scambio automatico, grazie alla DAC8, D.Lgs. 194/2025. I primi dati, riferiti al 2026, arriveranno nel 2027, ma non è ancora chiaro come l’Agenzia li userà nelle lettere. Ne parliamo nell’articolo sulle lettere di compliance 2027.
Oggi gli unici controlli concreti sulle cripto sono gli accertamenti partiti a giugno 2026 per il mancato quadro RW sui conti degli exchange italiani, come Binance Italy per il 2023 e il 2024. Non sono lettere di compliance ma richieste formali di documenti, con l’elenco di tutti i wallet posseduti.
Tasse Trading ha seguito direttamente i clienti che le hanno ricevute: con la reportistica di calcolo che abbiamo consegnato hanno risposto ai quesiti dell’Agenzia e chiuso la pratica, correggendo la dichiarazione e versando le imposte dovute con sanzioni e interessi.
Domande frequenti sulla lettera di compliance
La lettera di compliance è un accertamento?
No. È un invito bonario a verificare la tua posizione e a correggerla da solo con sanzioni ridotte. L’accertamento è un atto successivo, che l’Agenzia può avviare se la lettera viene ignorata e l’anomalia è reale.
Ho ricevuto una lettera di compliance ma ho già dichiarato il conto: cosa faccio?
Con il tuo commercialista comunichi all’Agenzia, tramite il canale CIVIS, che i conti sono già nel quadro RW. Succede spesso perché il quadro RW non riporta il nome del broker. Se servono dettagli, li dimostri con il report di calcolo.
Perché nella lettera ci sono proventi così alti se ho perso soldi?
Perché i proventi lordi sono l’incasso delle vendite, senza il costo di acquisto, e per CFD e future possono essere il controvalore nozionale. Nella dichiarazione va solo il risultato netto, che può essere una perdita.
Ho un conto in perdita: devo dichiararlo?
Sì. Il quadro RW va compilato per ogni conto estero detenuto durante l’anno, anche se è in perdita o è stato chiuso. Dichiarare la minusvalenza nel quadro RT (o T) ti permette anche di usarla negli anni successivi.
Cosa succede se ignoro la lettera di compliance?
L’Agenzia può avviare un accertamento con richiesta di documenti. A quel punto il ravvedimento operoso non è più possibile e le sanzioni sono piene, comprese quelle per il quadro RW omesso.
Hai ricevuto una lettera di compliance?
Dal 2013 elaboriamo i report dei broker esteri per investitori e trader italiani, anche per gli anni passati da regolarizzare. Ricevi il facsimile precompilato del Modello Redditi con i quadri RM, RT, RL e RW, o del 730 con i quadri M, T, D e W, il calcolo delle imposte e il report di calcolo, il documento per rispondere all’Agenzia delle Entrate.
Riferimenti normativi
- DPR 29 settembre 1973, n. 600, art. 32: poteri degli uffici, compresi inviti e questionari; art. 43: termini per l’accertamento.
- Decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito dalla L. 4 agosto 1990, n. 227, art. 4: obbligo di indicare nel quadro RW le attività detenute all’estero; art. 5: sanzioni per il quadro RW omesso o infedele.
- Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, art. 13: ravvedimento operoso.
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), art. 1, commi 634-636: comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo, cioè le lettere di compliance.
- Legge 18 giugno 2015, n. 95 e DM 28 dicembre 2015: scambio automatico di informazioni sui conti finanziari secondo il Common Reporting Standard (CRS).
- Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 8 febbraio 2022, n. 40601: comunicazioni ai contribuenti che non hanno dichiarato le attività finanziarie estere segnalate dal CRS; chiarimenti tramite il canale CIVIS.
- Decreto legislativo 14 giugno 2024, n. 87: revisione del sistema sanzionatorio tributario, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024.
- Decreto legislativo n. 194/2025: recepimento della direttiva (UE) 2023/2226 (DAC8) sullo scambio di informazioni sulle cripto-attività, con dati raccolti dal 1° gennaio 2026.
Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati).
Aggiornato il 14 ottobre 2026, lettere di compliance basate sui dati CRS e prime comunicazioni DAC8.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate.