Gabriele Nessun commento

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto chiarimenti definitivi e stringenti riguardo il trattamento delle criptoattività ai fini ISEE. Se fino a poco tempo fa esistevano margini di incertezza normativa, il legislatore ha ora formalizzato l’obbligo di inclusione delle valute virtuali nel calcolo della situazione economica patrimoniale.

Per chi presenta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) nel 2026, diventa essenziale comprendere come valorizzare correttamente il proprio portafoglio crypto, specialmente alla luce delle nuove modalità di calcolo equiparate a quelle dei conti correnti bancari.

Cosa dice la Legge: Estratto Normativo

La novità risiede nei commi 32, 33 e 34 della Legge di Bilancio, che vanno a modificare la normativa precedente (D.L. 201/2011 e DPCM 159/2013). Riportiamo di seguito il testo del comma 32, che esplicita l’inclusione delle criptovalute:

Inoltre, il comma 33 specifica che tali asset devono essere inseriti “tra le componenti del patrimonio mobiliare”, eliminando ogni dubbio sulla loro classificazione.

La vera novità: Saldo al 31/12 o Giacenza Media?

Il cambiamento più impattante dal punto di vista operativo riguarda il metodo di valorizzazione. Mentre in passato la prassi si limitava spesso al valore puntuale di fine anno, la nuova normativa allinea le criptovalute agli altri strumenti finanziari (come i conti correnti).

Per l’ISEE 2026 (riferito ai patrimoni posseduti nel 2024), la regola aurea diventa quella del valore maggiore.

Come determinare il valore ISEE delle Crypto:È necessario calcolare due valori distinti per ogni rapporto o wallet:

  1. Il Saldo al 31 dicembre (il valore del portafoglio alla fine dell’anno di riferimento).
  2. La Giacenza Media annua (la media ponderata dei valori detenuti durante tutto l’anno).

Nella DSU dovrà essere indicato il valore più alto tra i due.

Questa modifica comporta una maggiore complessità nel reperimento dei dati. Mentre il saldo finale è facilmente reperibile tramite uno screenshot o l’estratto conto del 31 dicembre, il calcolo della giacenza media per le criptovalute può risultare particolarmente oneroso, specialmente per chi opera su wallet privati (DeFi) o effettua molte transazioni durante l’anno, data l’alta volatilità dei sottostanti.

Anno di Riferimento per l’ISEE 2026

Ricordiamo che l’ISEE si basa sulla situazione patrimoniale del secondo anno precedente alla presentazione della domanda. Pertanto, per l’ISEE richiesto nel 2026, i dati da elaborare (saldo e giacenza media) sono quelli relativi all’anno solare 2024.

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