Gabriele Nessun commento

In breve, un conto corrente estero va dichiarato nel quadro RW (o W) se nell’anno il suo valore massimo, sommato a quello degli altri conti esteri, ha superato 15.000 €, oppure se deve pagare l’IVAFE, cioè se la giacenza media annua dei conti presso lo stesso intermediario ha superato 5.000 €, DL 167/1990, art. 4, comma 3 e DL 201/2011, art. 19, comma 20.

L’IVAFE sul conto corrente estero è fissa: 34,20 € per conto all’anno.

Gli interessi maturati sul conto estero sono tassati al 26% nel quadro RM (o M) e, se il conto è in valuta diversa dall’euro, i prelievi possono generare plusvalenze di cambio nel quadro RT (o T).

conto corrente estero 2026: soglie di 15.000 e 5.000 euro per quadro RW e IVAFE, interessi al 26% e cambio

Hai un conto corrente in una banca svizzera, tedesca o inglese, un conto Revolut aperto anni fa con IBAN lituano, oppure un conto deposito estero che paga interessi. Lo usi per i viaggi, per lo stipendio di un lavoro all’estero o per parcheggiare liquidità in dollari. La domanda è sempre la stessa: va dichiarato in Italia, e cosa si paga?

Il team di Tasse Trading, specialisti che da oltre 13 anni elaborano i report dei broker esteri per investitori italiani e consegnano i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi, oppure M, T, D e W del 730, riceve ogni anno centinaia di estratti conto di banche estere insieme ai report dei broker. In questo articolo trovi le regole essenziali, senza entrare nella compilazione.

Conto corrente estero: quando va dichiarato nel quadro RW

Chi è residente in Italia e possiede, o ha la disponibilità di, un conto corrente estero o un deposito deve indicarli nel quadro RW (o W del 730) per il monitoraggio fiscale, DL 167/1990, art. 4, comma 1. Per i conti correnti e i depositi bancari esiste però una soglia di esenzione che non vale per i conti trading e per le cripto.

Non c’è obbligo di monitoraggio per il conto corrente estero se il valore massimo complessivo raggiunto da tutti i tuoi conti correnti e depositi esteri nel corso dell’anno non ha superato 15.000 €, DL 167/1990, art. 4, comma 3. Basta un solo giorno sopra 15.000 €, sommando i saldi di tutti i conti, per far scattare l’obbligo per l’intero anno.

Attenzione al secondo caso: anche se il picco è rimasto sotto 15.000 €, il conto va comunque dichiarato nel quadro RW (o W) quando è dovuta l’IVAFE, cioè quando la giacenza media supera 5.000 €. Il quadro RW serve infatti anche a liquidare l’imposta, non solo a monitorare.

Nota: solo per curiosità, nel quadro RW un conto corrente estero è identificato dal codice 1, quello dei conti correnti e depositi bancari. Non devi preoccupartene: tutti i quadri, compreso il quadro RW con valore iniziale, giacenza media, giorni e quota, ti arrivano già precompilati con i valori corretti nel facsimile che ti consegniamo.

IVAFE sul conto corrente estero: 34,20 € e la giacenza media

L’IVAFE è l’imposta patrimoniale sulle attività finanziarie estere. Per i conti correnti e i libretti di risparmio non è proporzionale al valore, come per i conti trading, ma fissa: 34,20 € per ogni conto, DL 201/2011, art. 19, comma 20. L’importo si riduce in proporzione ai giorni di possesso nell’anno e alla quota di titolarità, se il conto è cointestato.

L’imposta non è dovuta se la giacenza media annua del conto non supera 5.000 €. La giacenza media è la media dei saldi giornalieri dell’anno, non il saldo al 31 dicembre: un conto corrente estero può quindi superare i 15.000 € per qualche giorno, e andare dichiarato, senza pagare l’IVAFE.

Più conti nella stessa banca si sommano. La soglia di 5.000 € si verifica sulla giacenza media complessiva di tutti i conti e libretti che possiedi presso lo stesso intermediario, come indicano le istruzioni del Modello Redditi. Se la somma supera 5.000 €, l’IVAFE è dovuta su ciascun conto corrente estero di quella banca, anche su quelli che da soli restano sotto. Conti presso banche diverse si valutano invece separatamente.

Valore massimo nell’anno (tutti i conti)Giacenza media (stesso intermediario)Quadro RW (o W)IVAFE
fino a 15.000 €fino a 5.000 €NoNo
fino a 15.000 €oltre 5.000 €Sì34,20 € per conto
oltre 15.000 €fino a 5.000 €SìNo
oltre 15.000 €oltre 5.000 €Sì34,20 € per conto

Un ultimo dettaglio: se l’IVAFE complessiva dovuta per l’anno non supera 12 €, non si versa, ma il quadro RW va compilato lo stesso, DL 201/2011, art. 19, comma 22.

Revolut e le altre banche online: è ancora un conto corrente estero?

Dipende dall’IBAN. Revolut opera in Italia con una succursale e dal 2025 i nuovi conti dei clienti italiani hanno un IBAN italiano: in quel caso è Revolut a fare da sostituto d’imposta su interessi e imposta di bollo, e il conto non va nel quadro RW. Ai clienti con il vecchio conto lituano Revolut ha proposto la migrazione all’IBAN italiano.

Se invece il tuo IBAN inizia ancora con LT, o se usi un’altra banca online con IBAN estero, il conto è un conto corrente estero a tutti gli effetti e segue le regole di questo articolo, soglie comprese. Controlla quindi le prime due lettere dell’IBAN prima di decidere. Per i dettagli su Revolut, compresi investimenti e cripto, leggi la guida sulle tasse Revolut.

Interessi e cambio: cosa si tassa sul conto corrente estero

Dichiarare il conto corrente estero non basta: se il conto produce reddito, quel reddito va tassato. Sui conti esteri i casi sono due.

Interessi attivi. Gli interessi che una banca estera accredita sul conto corrente estero o sul conto deposito sono redditi di capitale, art. 44, comma 1, lett. a, TUIR. Senza un sostituto d’imposta italiano che trattenga la tassa, li dichiari tu nel quadro RM (o M) con imposta sostitutiva del 26%.

Se la banca estera ha applicato una ritenuta nel suo Paese, quella ritenuta non si recupera in dichiarazione, Risposta n. 111/2020: si paga il 26% sul lordo.

Plusvalenze di cambio. Se il conto è in dollari, sterline, franchi o altra valuta, ogni prelievo o conversione in euro è una cessione di valuta, art. 67, comma 1, lett. c-ter, TUIR.

Il guadagno di cambio è tassato al 26% nel quadro RT (o T), ma solo se la giacenza complessiva di tutti i tuoi conti in valuta ha superato 51.645,69 € per almeno sette giorni lavorativi di fila nell’anno.

Questa parte è la più delicata, perché il calcolo si fa con il LIFO su ogni singolo conto e ogni movimento in valuta cambia il risultato. Trovi la regola completa nella guida sul conto in valuta estera e le tasse sul cambio e i casi concreti nei sette esempi di superamento della soglia.

Un conto corrente estero in euro, invece, non ha nessuna plusvalenza di cambio da calcolare.

Perché conviene affidare il conto estero a noi

Le regole sono poche, ma i numeri da ricavare per un conto corrente estero non sono sul sito della banca: il picco massimo dell’anno sommato tra tutti i conti, la giacenza media sui saldi giornalieri (in euro, per un conto in valuta), i giorni di possesso, gli interessi lordi e, per i conti in valuta, la verifica della soglia e il LIFO.

Partendo dall’estratto conto annuale ricaviamo tutto noi e lo inseriamo nel facsimile insieme ai tuoi conti trading, così la dichiarazione è coerente su ogni quadro.

Se il conto corrente estero non è stato dichiarato negli anni passati, si può rimediare con il ravvedimento operoso: le sanzioni per il quadro RW omesso vanno dal 3% al 15% del valore non dichiarato (dal 6% al 30% per i Paesi non collaborativi), DL 167/1990, art. 5, comma 2, ridotte in base al ritardo.

Domande frequenti

Ho un conto corrente estero con pochi euro: devo dichiararlo?
Solo se nell’anno il valore massimo di tutti i tuoi conti esteri ha superato 15.000 € oppure se la giacenza media supera 5.000 €. Sotto entrambe le soglie non c’è obbligo. Attenzione: se presso la stessa banca hai anche investimenti o cripto, quelli vanno sempre dichiarati, senza soglia.

Il mio conto Revolut ha l’IBAN italiano: devo dichiararlo?
No. Con l’IBAN italiano Revolut fa da sostituto d’imposta e il conto non va nel quadro RW. Se l’IBAN inizia con LT il conto è ancora estero e segue le regole dei conti correnti esteri.

La giacenza media è il saldo al 31 dicembre?
No, è la media dei saldi di tutti i giorni dell’anno. Molte banche estere la indicano nell’estratto annuale; se manca, va ricalcolata dai movimenti.

Ho due conti correnti esteri nella stessa banca: l’IVAFE si paga una volta sola?
No. La soglia di 5.000 € si verifica sulla somma delle giacenze medie dei conti presso lo stesso intermediario; se è superata, i 34,20 € si pagano per ciascun conto.

Il conto corrente estero è cointestato con mia moglie: come lo dichiariamo?
Ciascun cointestatario con piena disponibilità del conto lo dichiara nel proprio quadro RW per il valore intero, indicando la propria quota di possesso, e paga l’IVAFE in proporzione alla quota, Circolare n. 45/E/2010.

Gli interessi del conto deposito estero sono già tassati dalla banca?
No, non da una banca estera. Vanno dichiarati nel quadro RM (o M) e tassati al 26% in Italia, anche se all’estero è stata applicata una ritenuta.

Hai un conto corrente estero da dichiarare?

Da oltre 13 anni il nostro team elabora i report dei broker esteri per investitori e trader italiani: dall’estratto conto ricaviamo picco, giacenza media, IVAFE, interessi e, per i conti in valuta, il valutario con il LIFO.

Ricevi il facsimile precompilato del Modello Redditi con i quadri RM, RT, RL e RW, o del 730 con i quadri M, T, D e W, il calcolo delle imposte e il report di calcolo.

Riferimenti normativi

  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 44, comma 1, lett. a: interessi su depositi e conti correnti come redditi di capitale.
  • DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. c-ter, e comma 1-ter: plusvalenze da prelievo di valuta estera e soglia di 51.645,69 €.
  • DL 28 giugno 1990, n. 167, art. 4, commi 1 e 3: obbligo di monitoraggio fiscale nel quadro RW ed esenzione per depositi e conti correnti con valore massimo complessivo non superiore a 15.000 €; art. 5, comma 2: sanzioni per omessa compilazione.
  • Circolare Agenzia delle Entrate 13 settembre 2010, n. 45/E: conti cointestati, obbligo per ciascun cointestatario con piena disponibilità.
  • DL 6 dicembre 2011, n. 201, art. 19, commi 18-22: IVAFE in misura fissa sui conti correnti e libretti, esenzione con giacenza media fino a 5.000 €, limite di versamento di 12 €.
  • Legge 15 dicembre 2014, n. 186, art. 2: introduzione della soglia di 15.000 € per i conti correnti esteri.
  • Circolare Agenzia delle Entrate 8 aprile 2016, n. 12/E: giacenza media annua come valore da indicare per i conti correnti.
  • Risposta a interpello Agenzia delle Entrate 21 aprile 2020, n. 111: nessun credito per le ritenute estere sugli interessi assoggettati a imposta sostitutiva.
  • Risposta a interpello Agenzia delle Entrate 7 febbraio 2023, n. 204: soglia dei 51.645,69 € verificata su tutti i conti in valuta, LIFO conto per conto.

Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati).

Aggiornato il 21 ottobre 2026, Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025).

Questo articolo ha finalità esclusivamente informativa ed è aggiornato alla data indicata. Le norme e la prassi dell’Agenzia delle Entrate possono cambiare nel tempo e il contenuto non costituisce consulenza fiscale: prima di prendere decisioni verifica la tua situazione con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume responsabilità per decisioni prese sulla base di queste informazioni.