Interactive Brokers: ritenuta alla fonte sugli interessi

Dicembre 1, 2022

In questi giorni è arrivata una mail da Interactive Brokers, relativa alla ritenuta alla fonte sugli interessi per il conto con sede in Irlanda. Volete sapere di cosa si tratta? Contattaci per rimanere aggiornato.

Riportiamo la mail ricevuta da Interactive Brokers:


“Normativa in vigore in Irlanda – Ritenuta alla fonte sugli interessi”?

L’Irish Revenue Authority (ovvero l’Agenzia delle entrate in Irlanda) richiede IBKR la riscossione della ritenuta alla fonte sugli interessi. La ritenuta fiscale per l’esercizio del 2022 verrà riscossa dal conto U******** in data 5 dicembre 2022. Nel caso in cui tu abbia un’esenzione in quanto società* oppure qualora tu abbia già provveduto a fornire il modulo 8-3-6 per l’esenzione.

I clienti che risiedono in paesi del SEE (Spazio Economico Europeo) e i clienti in paesi che hanno un DTA (convenzione sulla doppia imposizione fiscale) con l’Irlanda, potranno evitare alcune o tutte le future ritenute fiscali. Per far questo basterà completare il Modulo 8-3-6 e farlo firmare dalle autorità fiscali del proprio paese. Il modulo infine andrà inviato a IBKR.

Ti invitiamo a cliccare qui per una spiegazione completa sulla ritenuta fiscale, sul Modulo 8-3-6 e per istruzioni dettagliate su come fare richiesta per un’esenzione o una riduzione dell’imposta.

Ti ricordiamo che la ritenuta alla fonte si applica a tutti i clienti che risiedono in Irlanda, sia nel caso di persone fisiche (incluse le partnership) che nel caso di società.

A partire dal gennaio del 2023, la ritenuta alla fonte verrà applicata con cadenza mensile su tutti gli interessi sui pagamenti per tutti i clienti che non hanno l’esenzione.

Nella misura in cui i clienti paghino la ritenuta fiscale nel 2022, essi potranno avere il diritto a chiedere il rimborso (parziale o totale) delle imposte versate all’Irish Revenue Commissioners alla fine dell’anno corrente. Tale possibilità dipenderà ancora una volta dal tipo di accordo DTA firmato tra il paese di residenza dei clienti e l’Irlanda. Avremo cura di inviarti per tempo maggiori informazioni sulla procedura per il rimborso delle imposte.

* La ritenuta alla fonte non viene applicata ai clienti che risultano essere società in paesi che cono membri dell’Unione europea (eccetto l’Irlanda) oppure società in paesi che hanno firmato un DTA con l’Irlanda.


Compilando il Modulo 8-3-6 la ritenuta si abbassa dal 20% al 10%.

 

Quindi cosa bisogna fare per evitare questa doppia imposizione sul conto Interactive Brokers Irlanda?

  1. Scarica il Modulo 8-3-6 (link)
  2. Compila il Modulo 8-3-6: inserendo il nome, l’indirizzo, il codice fiscale, il paese di residenza (ITALIA) e l’aliquota (questi dati sono pre-compilati), firma e data
  3. Invia il Modulo all’autorità fiscale locale e farla firmare e timbrare
  4. Invia una e-mail in formato PDF o JPEG a tax-withholding@interactivebrokers.com

Stiamo cercando informazioni per capire come far firmare il Modulo all’Agenzia Entrate. Contattaci per ricevere informazioni.

Contattaci per ricevere le ultime informazioni sulla doppia imposizione fiscale

Irish Interest Tax WithholdingDear Client,

The Irish Revenue Authority requires IBKR to collect withholding tax on credit interest income. The withholding tax for 2022 year-to-date will be collected from account U7050414 (Clough) on December 5. You may disregard this message if you are an exempt corporation* or have already provided your exemption Form 8-3-6.EEA clients and clients in countries with Double Tax Agreements (DTAs) with Ireland can avoid some or all future withholding tax deductions by completing Form 8-3-6, having it countersigned by their local tax authorities and returning it to IBKR. For a full explanation of the withholding tax, Form 8-3-6 and instructions on filing for an exemption or reduction, please click here .Please note that the withholding tax applies to all clients who are resident in Ireland, whether individuals (including partnerships) or companies.From January 2023, withholding tax will be applied monthly to all interest payments to clients who are not exempt.To the extent clients pay withholding tax in 2022, they may be entitled to reclaim some or all of the tax paid from the Irish Revenue Commissioners after the end of the current year. This depends on the DTA between clients’ country of residence and Ireland. We will provide more detail on the reclaim process in due course.

Dichiarazione e Tasse Crypto.com

Ottobre 21, 2022

Come funziona la fiscalità di Crypto.com?

 

Crypto.com è un ’exchange di criptovalute fondato nel 2016 con sede a Singapore e gestito dalla società Foris DAX Asia. 

La piattaforma conta più di 50 Milioni di utenti e opera in 90 paesi.

La missione di questo exchange è quella di diventare un ecosistema unico per tutti gli investitori di criptovalute, per questo il servizio unisce la tecnologia blockchain, la finanza decentralizzata e il sistema monetario tradizionale in un unico prodotto.

 

COSA OFFRE LA PIATTAFORMA CRYPTO.COM

 

Attualmente il sistema si compone di un’applicazione per smartphone, carte prepagate Visa ed un Exchange Web in grado di offrire diverse funzionalità.

Exchange

L’exchange è la funzionalità principale di questa piattaforma e permette lo scambio di diverse criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Ripple, litecoin, etc.)

Carte Visa

Crypto.com mette a disposizione degli utenti differenti carte Visa che essendo delle vere e proprie carte reali non possono essere caricate direttamente di un quantitativo di monete digitali ma è la piattaforma che converte, tramite il suo sistema, le criptovalute in monete legali.

Fra le carte che Cripto.com mette a disposizione troviamo: 

  • Midnight Blue, è la carta base che non ha costi di registrazione e offre l’1% di cashback, erogato nella valuta CRO, sugli acquisti. La carta può anche essere utilizzata come bancomat senza pagare alcuna commissione fino a prelievi entro i 200€ al mese. Sui prelievi superiori viene applicata una commissione del 2%.

 

  • Ruby Steel, necessita di un deposito di 350 euro in CRO. In questo modo si ha diritto al 2% di cashback sulla carta. I limiti di prelievo salgono a 400 € al mese e se si è acquistato l’abbonamento Spotify Premium con questa carta si ha diritto al rimborso.

 

  • Royal Indigo & Jade Green, depositando 3.500 euro, si può ottenere la carta Royal Indigo dove il Cashback aumenta al 3% e oltre a Spotify verrà rimborsato anche il canone annuo di Netflix. I limiti di prelievo in questo caso salgono a 800 € al mese

 

  • Frosted Rose Gold & Icy White, necessitano di 350.000 euro di deposito. In questo caso avrai diritto all’8% di cashback oltre che al rimborso di Spotify, Netflix e Amazon Prime e la possibilità di prenotare sul portale di Airbnb e Expedia.

App

Cripto.com è disponibile su iOS o Android e ti permette di comprare e vendere asset digitali, guadagnare interessi prestando criptovalute oppure ottenere prestiti in valuta digitale. L’applicazione è inoltre collegata ad una carta di debito VISA che ti permette di effettuare acquisti nei negozi fisici e online.

Sono presenti schede singole per ciascuna delle criptovalute che sono supportate da Crypto.com. Cliccando sopra il nome della criptovaluta si ha accesso ad un grafico completo, che riporta anche informazioni quali market cap, posto in classifica, volumi nelle ultime 24 ore, massimo storico, ritorno sull’investimento, prezzo record e numero di token in circolazione.

Sempre tramite questa schermata è possibile rapidamente acquistare la criptovaluta che interessa.

Crypto.com Pay

Una delle funzionalità sicuramente più interessanti proposte dalla piattaforma è Crypto.com Pay, aziende e commercianti possono accettare pagamenti in moneta virtuale.

Le operazioni principali che si possono effettuare sono quattro, ossia acquistare carte regalo con cui ricevere bonus esclusivi, airtime con cui fare ricariche al cellulare, scan, cioè scansionare un QR code associato a un wallet per trasferire criptovalute e infine inviare criptovalute ai propri contatti ottenendo un cashback pari al 10%.

Il servizio non prevede alcuna commissione sui pagamenti regolati in criptovaluta, mentre è prevista una commissione pari allo 0,5% per i pagamenti che avvengono in valuta fiat. 

Cripto.com si è lanciato recentemente anche nel mondo degli NTF, token non fungibili, offrendo un marketplace con la collaborazione di decine di artisti e sportivi di fama mondiale.

 

COMMISSIONI E PREZZI

 

Per quanto riguarda i costi per depositare delle criptovalute nell’applicazione non vi è alcuna commissione da sostenere. Cripto.com trattiene le commissioni relative allo scambio di criptovalute quando si fa trading e sono calcolate in base allo spread della coppia di cripto scelta. Non sono previste commissioni aggiuntive nemmeno per il prelievo di criptovalute.

In generale, le commissioni partono da un minimo di 0,4% e 0,1% per chi supera i 200.000.000 dollari di trading al mese. 

 

COME FARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL CONTO CRIPTO.COM

 

Dichiarazione e tasse

Per quanto riguarda la fiscalità quando si detengono criptovalute su exchange esteri, exchange decentralizzati, wallet fisici o  wallet virtuali si hanno due obblighi fiscali: 

  • obbligo di monitoraggio fiscale

           Essendo Cripto.com un exchange estero è obbligatorio dichiarare il conto mediante la compilazione del quadro RW del Modello Redditi PF.

  • obbligo di dichiarare le plusvalenze solo se la giacenza in valuta supera €51.645,69 per 7 giorni lavorativi consecutivi con il tasso di cambio del 1° gennaio dell’anno in questione o se si hanno redditi da futures, staking, mining, airdrop, interessi...

Pertanto al di sotto della soglia di €51.645,69 di giacenza, non si è soggetti a tassazione del 26%.

 

 

Si possono dichiarare le minusvalenze da criptovalute?

Solo se è stata superata la soglia di €51645,69 di giacenza in valuta estera e criptovalute. Per il calcolo va utilizzato il tasso di cambio dell’1/1 dell’anno di riferimento.

Non è obbligatorio ma può essere conveniente farlo in modo da utilizzare le minusvalenze realizzate per compensare eventuali plusvalenze dei successivi 4 anni.

 

SCADENZE FISCALI

 

Quali sono le scadenze fiscali per la dichiarazione e il versamento delle imposte?

La scadenza per il versamento delle imposte è il 30 giugno dell’anno successivo rispetto al quale si fa riferimento.

Esiste la possibilità di versare le imposte, dopo il 30 giugno, entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40%.

La scadenza per l’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate è il 30 novembre.

 

 

 

Vuoi dichiarare in sicurezza il tuo conto Crypto.com? Contattaci in chat, per email a info@tassetrading.it 

oppure richiedi il preventivo sul nostro sito!

 

Dichiarazione e tasse Kraken

Ottobre 7, 2022

Dichiarazione conto KRAKEN

 

Kraken rappresenta una delle maggiori e più longeve piattaforme dove comprare e vendere criptovalute online. 

L’azienda, fondata nel 2011 con sede a San Francisco, negli Stati Uniti, opera in oltre 190 paesi e conta oltre 9 milioni di clienti.

Kraken nonostante la sua nascita così remota oggi è una delle piattaforme più all’avanguardia del settore.

La piattaforma mette a disposizione del trader la possibilità di attuare le proprie strategie sul mercato. Il numero di coppie di criptovalute su cui investire, i vari strumenti finanziari e le funzioni per accrescere il proprio portafoglio sono in costante crescita.

La piattaforma, inoltre, offre servizio a tutte le istituzioni che vogliono investire in criptovalute.

 

Il conto Kraken va dichiarato?

Kraken è una piattaforma di trading estera e in quanto tale è obbligatorio dichiarare il proprio conto tramite la dichiarazione dei redditi anche se non sono stati fatti prelievi e anche in assenza di minusvalenze.

Non vi sono soglie al di sotto delle quali viene meno questo obbligo, dunque occorre sempre compilare il quadro RW del Modello Redditi ai fini del monitoraggio fiscale.

In caso di plusvalenze derivanti da criptovalute e se si ha superato la soglia di €51.645,69 per 7 giorni lavorativi consecutivi in valuta estera è necessario compilare anche il quadro RT 

Il quadro RL, invece, va compilato se si ottengono redditi da staking, mining, airdrop e interessi.

 

Bisogna pagare le tasse sui guadagni di criptovalute da Kraken?

 Al di sotto della soglia di €51.645,69 di giacenza, non sono soggette a tassazione del 26%.

Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative alle operazioni in valuta deve essere fatto solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta detenuti sia superiore a €51.645,69, per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi. 

E’ però importante ricordare che nel momento in cui non si dichiarano le plusvalenze, allo stesso modo non si possono dichiarare le minusvalenze e di conseguenza si perde la possibilità di compensarle con eventuali profitti nei 4 anni successivi.

Quando va compilato il quadro RW per Kraken?

Si è obbligati al monitoraggio fiscale dal momento in cui si apre un conto all’estero e si effettua il primo deposito. Con un saldo maggiore di 1 euro per un giorno si deve compilare il quadro RW.

Se apro un conto Kraken sono obbligato a fare la dichiarazione dei redditi?

Il conto Kraken deve essere inserito nel Modello Redditi Persone Fisiche tramite la dichiarazione dei redditi. Se sei un lavoratore dipendente ed effettui il 730 potrai continuare a fare il Modello 730 e a parte integrerai con il Modello Redditi PF per Kraken

 

Scadenze fiscali Kraken

Il conto Kraken va inserito in dichiarazione dei redditi, nel Modello Redditi PF. Le scadenze da ricordare sono tre: la prima del 30 giugno, per il  primo versamento delle imposte; la seconda del 30 luglio, per il  secondo versamento delle imposte (con maggiorazione 0.4% delle imposte da pagare) e infine per le persone fisiche la dichiarazione dei redditi deve essere inviata all’Agenzia Entrate entro il 30 novembre (invio dichiarazione).

 

Conto Kraken e 730

Se hai un conto Kraken, e sei lavoratore dipendente o pensionato puoi comunque presentare il modello 730 e dovrai integrarlo con la compilazione del quadro RW, RT o RL del Modello Redditi PF.

Alcune valute e criptovalute disponibili su Kraken

La piattaforma, innanzitutto, consente agli utenti di effettuare attività di trading con una serie di valute tradizionali: Dollari USA, Yen giapponese, Dollari canadesi, Sterline britanniche ed Euro. 

Decisamente più numeroso è il numero di criptovalute con cui è possibile effettuare attività di trading su Kraken: 

  • Bitcoin
  • Bitcoin Cash
  • Dash
  • EOS
  • Litecoin
  • Zcash
  • Ethereum Classic
  • Ethereum
  • Gnosi
  • Iconomi
  • Augur
  • Tether
  • Dogecoin
  • Stellar Lumens (XLM)
  • Monero
  • Ripple. 

Le commissioni variano in funzione della coppia di valuta scambiata e del volume ma, in ogni caso tale commissione non supera lo 0,26%. Il trading sulla piattaforma Kraken può essere effettuato scambiando una valuta tradizionale come dollari o Euro per una qualsiasi criptovaluta; oppure scambiando una criptovaluta per un’altra, ad esempio cedendo Bitcoin in cambio di Ethereum.

Le garanzie Kraken sulla sicurezza 

Kraken ha costruito una piattaforma caratterizzata da un elevato livello di protezione al fine di salvaguardare e proteggere gli investimenti dei suoi investitori.

Una delle caratteristiche più rilevanti in termini di sicurezza è l’autenticazione a due fattori. Ogni account dispone di due diversi tipi di password: 

  1. La prima password viene impostata dall’utente
  2. La seconda viene creata da un’app come Google Authenticator o Yubikey. 

Sono previsti la SSL encryption per proteggere gli utenti quando si connettono via browser e la disconnessione temporizzata dall’account come ulteriore livello di difesa. 

Inoltre gli utenti hanno la possibilità di attivare il blocco temporaneo delle funzioni dell’account.

Più in generale Kraken effettua un monitoraggio costante delle attività sospette in tempo reale, per ridurre al minimo i rischi durante le attività di trading. 

Le monete virtuali sono in buona parte conservate su portafogli “freddi”, ovvero isolati da qualsiasi sistema on line, fino a quando queste non vengono trasferite su un altro portafoglio o devono essere impiegate in uno scambio.

Vuoi dichiarare il tuo conto Kraken senza sbagliare?

Affidati agli esperti e richiedi subito un preventivo qui

 

 

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Dichiarazione e tasse Coinbase

Ottobre 6, 2022

Come si dichiarano le tasse su COINBASE?

 

Coinbase è  una piattaforma online, tramite la quale puoi acquistare, vendere e conservare criptovalute. Nasce nel 2012 ed oggi è uno degli exchange di criptovalute più famosi in assoluto. Con sede a San Francisco, negli Stati Uniti, conta circa 73 milioni di utenti verificati. La piattaforma supporta un numero elevato di criptovalute e i vertici di Coinbase hanno annunciato di voler aumentare il supporto a nuove criptovalute.

 

Tasse Coinbase

Coinbase ha sede all’estero, negli Stati Uniti,  e deve sempre essere inserito nel Modello Redditi Persone Fisiche tramite la propria dichiarazione dei redditi. Sempre, anche se non sono stati fatti prelievi dal conto o anche in assenza di minusvalenze.

Non ci sono soglie minime sotto le quali viene meno l’obbligo di dichiarare il conto. Il conto Coinbase deve sempre essere dichiarato nel quadro RW del Modello Redditi.

Talvolta, occorre compilare anche il quadro RT (in caso di plusvalenze) e il quadro RL (in caso di redditi percepiti da interessi).

 

Quali sono i quadri da compilare per il conto Coinbase?

QUADRO RW: ai fini del monitoraggio fiscale

QUADRO RT: da compilare solo se si hanno delle plusvalenze derivanti dalle criptovalute e si ha superato la soglia di €51.645,69 per 7 giorni lavorativi consecutivi in valuta estera. Per approfondimenti su come calcolare questa soglia visita il nostro articolo qui (link).

QUADRO RL: da compilare se si ottengono redditi da staking, mining e airdrop.

 

Se non supero la soglia di €51.645,69 posso non dichiarare il conto nel quadro RT?

Certo, se non superi la soglia di €51.645,69 di valuta estera (sommando tutti i conti correnti, i conti deposito, gli exchange e i wallet detenuti) non sei tenuto a compilare il quadro RT e non devi versare imposte sui tuoi profitti da criptovalute. Questo può essere fiscalmente vantaggioso rispetto agli investimenti in altri strumenti finanziari (come azioni, opzioni, ecc,) che invece sono sempre tassati al 26%, ma attenzione che come non puoi dichiarare le plusvalenze, allo stesso modo non puoi dichiarare le minusvalenze e di conseguenza perderai la possibilità di compensarle con eventuali profitti nei 4 anni successivi.

Se hai elevate minusvalenze, in un’ottica continuativa dell’attività di trading, potrebbe essere conveniente superare questa soglia. Ma di questo abbiamo parlato a lungo in una lezione della nostra guida fiscale che puoi leggere qui.

 

Devo dichiarare il conto Coinbase anche se ho fatto un solo deposito senza fare operazioni?

Si, l’obbligo di monitoraggio fiscale scatta dal momento in cui si apre un conto all’estero e si effettua il primo deposito. Con un saldo maggiore di 1 euro per un giorno si deve compilare il quadro RW.

Come fare la dichiarazione dei redditi per Coinbase

 

Coinbase mi rilascia la documentazione per fare la dichiarazione dei redditi?

No, Coinbase come quasi tutti i conti esteri non rilasciano documentazione adeguata per fare in autonomia la dichiarazione dei redditi. La documentazione rilasciata da Coinbase è puramente informativa e non segue la normativa fiscale italiana. Per dichiarare il conto occorre calcolare i saldi convertendo le criptovalute al tasso di cambio opportuno e applicare la metodologia del LIFO sulle operazioni effettuate.

 

Se apro un conto Coinbase sono obbligato a fare la dichiarazione dei redditi?

Si, il conto Coinbase deve essere inserito nel Modello Redditi Persone Fisiche tramite la dichiarazione dei redditi.

 

Sono un lavoratore dipendente, faccio il 730 posso avere un conto Coinbase?

Certamente, potrai continurare a fare il Modello 730 e a parte integrerai con il Modello Redditi PF per Coinbase.

 

SCADENZE FISCALI

Quali sono le scadenze fiscali da ricordare?

 

Il conto Coinbase va inserito in dichiarazione e segue le scadenze fiscali delle persone fisiche:

30 giugno: primo versamento delle imposte

30 luglio: secondo versamento delle imposte (con maggiorazione 0.4% delle imposte da pagare)

30 novembre: invio dichiarazione dei redditi

 

COINBASE

Cosa offre Coinbase?

Coinbase offre un ampio servizio che comprende:

  • Exchange: acquistare, vendere e usare criptovalute;
  • Wallet: conservazione sicura delle tue criptovalute;
  • USD Coin: acquisto e negoziazione di una stablecoin, ovvero una criptovaluta che ha un prezzo stabile;
  • Earn: una funzione utile per migliorare le tue conoscenze sulle criptovalute e guadagnarne gratis;
  • Pro: è la funzione destinata agli operatori esperti, per transazioni avanzate in criptovaluta.
  • Commercio: accettazione pagamenti in criptovaluta;
  • Custody: conservazione della criptovaluta con un servizio dedicato alle istituzioni;
  • Ventures: raccolta fondi per la propria startup.

Commissioni e costi

Per poter acquistare le criptovalute con Coinbase devi avere un wallet in cui depositare le valute digitali che hai comprato.

Coinbase offre la possibilità di utilizzare un wallet gratuitamente, ciò significa che l’operatore deposita la tua valuta e la tua criptovaluta senza alcun costo per di mantenimento. 

Inoltre, Coinbase non addebita costi per il trasferimento di criptovaluta da un portafoglio Coinbase ad un altro, con l’operatore che sosterrà per te le spese di transazione di rete.

La piattaforma applica uno spread di 0,50 punti percentuali per gli acquisti e per le vendite di criptovaluta. Lo spread può variare a seconda delle fluttuazioni dei prezzi di mercato, in aumento o in diminuzione. 

In aggiunta allo spread Coinbase applica anche una commissione 

Le commissioni fisse sono pari a:

  • 0,99 euro se l’importo della transazione è pari o inferiore a 10 euro;
  • 1,49 euro se l’importo della transazione è compreso tra 10 e 25 euro;
  • 1,99 euro se l’importo della transazione è compreso tra 25 e 50 euro;
  • 2,99 euro se l’importo della transazione è compreso tra 50 e 200 euro.

Le commissioni variabili sono invece pari a:

  • 1,49% per i pagamenti “standard”;
  • 3,99% per i pagamenti istantanei (disponibili solo per le carte di debito);
  • 0,15 euro per i trasferimenti bancari.

Criptovalute disponibili su Coinbase

Coinbase propone la possibilità di negoziare decine di criptovalute, fra cui:

  • Bitcoin
  • Ethereum
  • Bitcoin Cash
  • Litecoin
  • EOS
  • Tezos
  • Stellar Lumens
  • Ethereum Classic
  • Dash

Vuoi dichiarare il tuo conto Coinbase senza sbagliare?

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Trading & Truffe

Settembre 27, 2022

Le truffe nel  mondo del trading online sono diventate sempre più diffuse, risulta quindi utile informarsi e conoscere il loro funzionamento in modo da potersi  difendere ed evitarle.

Il meccanismo con il quale vengono attuate le truffe è simile, ciò che cambia è il mezzo utilizzato; in linea generale riguardano promesse di guadagno facile, sicuro e veloce.

Bisogna, però, sottolineare che la regola primaria di ogni investimento è che non esistono attività finanziarie senza rischio.

Per portare a termine una truffa vengono utilizzati differenti strumenti, i più banali sono i banner online, finte telefonate, mail o anche finte piattaforme di trading. 

Le truffe più comuni sono quelle legate al Forex e alle criptovalute.

 

Truffe Forex

Il Forex (Foreign Exchange) è un mercato finanziario decentralizzato e rappresenta l’ambiente regolamentato in cui gli investitori comprano e vendono coppie di valute.

Questo mercato è accessibile dagli investitori di ogni parte del mondo in quanto non possiede una sede fisica; inoltre non è supervisionato da una singola istituzione, ma ogni territorio ha la sua autorità di regolamentazione che si occupa di applicare sia le regole finanziarie universali sia le leggi del proprio paese.

Risulta quindi evidente che il forex, per propria natura, è un’attività ad alto rischio e alto rendimento.

Le truffe Forex possono assumere le forme più disparate, alcune ampiamente note e altre più difficili da identificare perché svolte tramite mezzi legittimi. Inoltre, possono provenire da  soggetti  differenti quali i broker, gli affiliati, i consulenti di investimento o persino dai “guru” del trading.

I truffatori conoscono perfettamente quali sono le difficoltà cui i trader vanno incontro, ed è proprio su quelle che puntano; ad esempio, una delle più grandi sfide è quella di identificare per tempo le migliori opportunità di trading sul mercato. Per questa ragione, qualsiasi promozione di software o di una società che affermi di avere un sistema di trading in grado di proteggere dal rischio di perdite è una truffa e dovrebbe essere evitata del tutto.

Fra le tipologie di truffe possiamo anche trovare la vendita di falsi segnali di trading:

Idee commerciali, informazioni esclusive o suggerimenti  vengono venduti direttamente agli investitori applicando una tariffa; si tratta però, in realtà, di informazioni  false o non utili.

I trader che non hanno abbastanza tempo per dirigere il proprio account o non hanno la sufficiente esperienza per essere attivi e performanti possono appoggiarsi a terzi per farsi gestire l’account; bisogna però prestare attenzione in quanto coloro che prendono in gestione gli account spesso se ne approfittano inscenando truffe e svuotando i conti.

Alcune truffe forex sono messe in atto dagli stessi broker, che manipolano le piattaforme di trading affinché siano sempre a svantaggio dei trader o attirano gli investitori con promozioni, nascondendo termini e condizioni troppo rigorose o addirittura irraggiungibili.

Generalmente, dopo un primo versamento si riceveranno buone notizie: il proprio investimento sta andando bene e sarà possibile verificarne l’andamento direttamente sulla piattaforma creata ad hoc. Sarà quindi proposto di investire ancora o in alternativa di aspettare per vedere crescere ulteriormente  i propri rendimenti.

Nel momento in cui il trader richiederà un prelievo, ci potrebbero essere  diversi scenari:

  1.   sarà concesso, ma solo nel caso in cui la richiesta sia molto bassa;
  2.   la piattaforma chiuderà all’improvviso;
  3.   il prelievo sarà bloccato

Potrà essere richiesto di pagare in anticipo l’imposta del 26%, oppure delle commissioni previste dalla banca per lo sblocco dell’operazione. È però importante sapere che le imposte si pagano al fisco italiano: un cittadino residente fiscalmente in Italia dovrà pagare le imposte tramite la propria Dichiarazione dei Redditi direttamente al fisco italiano.

 

Truffe Crypto

La nuova frontiera è la truffa del trading di criptovalute, con la quale si promettono guadagni importanti su Bitcoin e affini. Le truffe vengono realizzate con l’uso di siti web e app fasulli, con le classiche e-mail truffa, oppure con dei falsi aggiornamenti su Twitter. 

Inoltre esistono i robot crypto, i quali vengono sponsorizzati come software con il quale fare trading automatico, che promettono agli investitori di ottenere somme molto alte, con sforzo  pari a zero. 

 

Cosa fare di fronte ad una Truffa

Per avere la certezza che il broker al quale ci si sta affidando non sia coinvolto in una truffa, può essere utile conoscere alcuni requisiti che i broker dovrebbero rispettare.

Innanzitutto è importante dire che le società di trading che agiscono legalmente sono autorizzate dalle autorità che vigilano sui mercati finanziari, sia a livello nazionale sia internazionale. 

I broker autorizzati sono, dunque, regolamentati e possiedono determinate licenze, al contrario, le società che non sono autorizzate non possiedono alcun tipo di licenze.

Spesso, però, capita anche che alcune società in possesso di licenza commettano degli illeciti. 

In linea generale, una piattaforma di trading può considerarsi affidabile se compare negli elenchi delle autorità garanti, sulla base della nazione nella quale il broker ha sede. Se non la si trova, si tratterà quasi sicuramente di una società fantasma.

Tra le autorità più famose che operano sui mercati, si annoverano:

  • Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB) in Italia;
  • Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC) a Cipro;
  • European Securities and Markets Authority (ESMA) in Europa;
  • Financial Conduct Authority (FCA) nel Regno Unito;
  • Securities and Exchange Commission (SEC) negli Stati Uniti d’America;
  • Australian Securities and Investments Commission (ASIC) in Australia;
  • Financial Services Agency (FSA) in Giappone.

Nel nostro Paese, oltre a prestare la massima attenzione alla presenza di contatti e informazioni sul sito della piattaforma, alla struttura del sito, alla ricerca di recensioni online, è bene considerare i suggerimenti della CONSOB. 

Nello specifico, una società di trading che sia in regola con la normativa europea:

  • Non può permettere le opzioni binarie per trader retail;
  • Può permettere una leva finanziaria massima di 30:1;
  • Deve mostrare avvisi di rischio con la percentuale di clienti che hanno perso soldi negli ultimi 12 mesi;
  • Deve distinguere tra clienti retail e professionisti.

Un altro consiglio è quello di diffidare della locazione della sede fiscale della piattaforma, specie se si trova in paradisi fiscali come le Isole Marshall, Saint Kitt e Nevis, Saint Vincent and Grenadines

Nel caso in cui ci si trovasse davvero di fronte ad una truffa non si è obbligati a dichiarare il conto. Così facendo però si perderà la possibilità di recuperare le eventuali minusvalenze. 

Potrebbe, quindi, risultare comunque utile dichiarare il conto in modo da riportare queste minusvalenze in dichiarazione in un’ottica continuativa dell’attività di trading (con altri broker) per poter compensare con le prossime plusvalenze.       

 

Tasse Trading non offre assistenza in caso di truffe derivanti dal trading online. Vi invitiamo a prestare la massima attenzione.

Avatrade conto trading

Settembre 26, 2022

Che cos’è Avatrade

Società fondata nel 2006, AvaTrade è un importante player nel settore finanziario online. La sua sede centrale è a Dublino (Irlanda). La società ha inoltre una holding nelle Isole Vergini Britanniche, nonché uffici e centri di vendita in Spagna, Giappone, Italia, Francia, Australia, Cina e Mongolia.  

 

La storia 

La società è stata fondata nel 2006 da Emanuel Kronitz, Negev Nosatzki e Clal Finance Ltd  con il nome di Ava FX. Nel fondare la società, Kronitz e Nosatzki hanno guidato AvaGroup, un gruppo di finanzieri professionisti che aspiravano a creare un broker forex orientato al servizio del cliente. Nel 2013 AvaFX ha cambiato il suo nome in AvaTrade, per riflettere l’espansione della società oltre i servizi di brokeraggio forex a una gamma più ampia di servizi finanziari, tra cui azioni, indici, materie prime e obbligazioni. Dal 2013, AvaTrade ha più di 200.000 conti clienti registrati in oltre 150 paesi, eseguendo più di 2 milioni di ordini al mese.

Come opera Avatrade: i CFD

Avatrade è un broker specializzato nel trading in Forex e CFD. Questi ultimi sono contratti derivati complessi che non implicano la proprietà del sottostante. In sostanza, i CFD sono scommesse sull’andamento di un’attività finanziaria. Essi copiano l’andamento dei sottostanti e permettono di fare trading su azioni, forex, indici e materie prime senza bisogno di dover realmente comprare o vendere le attività stesse, o investire il capitale necessario per l’acquisto del sottostante.

Acquistare un CFD non comporta l’esborso di denaro, ma è un contratto che impegna l’acquirente a pagare o a riscuotere alla scadenza del contratto stesso, un differenziale attivo o passivo legato al valore del sottostante.

Rispetto all’acquisto del sottostante, la sottoscrizione di CFD comporta varie differenze per l’investitore. Innanzitutto si ha una maggiore flessibilità nell’investimento: non si è costretti a “scommettere” sul rialzo del sottostante, ma si può puntare anche sul suo deprezzamento, sfruttando così anche le spinte ribassiste del mercato (i c.d. bearish trends). In secondo luogo, con i CFD il trader ha la possibilità di avvalersi della leva finanziaria, aprendo posizioni importanti con somme relativamente ridotte. D’altro canto l’utilizzo della leva – che di fatto è un debito contratto verso il broker – comporta anche un certo tasso di rischio. Per approfondire la natura di questo strumento finanziario puoi leggere il nostro articolo dedicato ai CFD

 

Tipologie di conti 

Una delle caratteristiche distintive di Avatrade è di offrire alla sua clientela varie tipologie di conto: demo, standard, opzioni, spread-betting (per trader irlandesi e inglesi), islamico (esente da commissione swap) o professionale. 

L’account demo può essere definito una simulazione con capitale virtuale. Aprire un conto demo rappresenta una buona opzione per i traders inesperti, in quanto consente di acquisire familiarità con gli strumenti e le strategie del trading senza rischiare di perdere il capitale (71% dei conti CFD retail perde denaro).

L’account standard è un conto reale. Per aprire un conto standard su AvaTrade occorre versare un deposito minimo di 100 $ (500 $ se effettuato con bonifico) e inviare un documento di identità in corso di validità, nonché la copia di un’utenza (ad esempio una bolletta recente) per provare la residenza del titolare. Con l’account standard il trader ha accesso a più di 200 asset tra Forex e CFD.

L’account islamico è un conto concepito per investitori di fede musulmana. La sua principale caratteristica è di essere esente da costi di finanziamento overnight. Questo tipo di account presenta però alcune limitazioni: non è infatti possibile fare trading con criptovalute o valute exotic come le coppie ZAR, TRY, RUB, MXN. Su questo tipo di conto, AvaTrade può applicare commissioni extra. 

L’account professionale è disponibile unicamente per i paesi EU e presenta diversi vantaggi rispetto all’account standard. Con l’account professionale infatti si può utilizzare una leva finanziaria maggiorata fino a 1:400 per operare nel Forex, e si ha accesso a spread più bassi. Inoltre il trader può chiedere di mantenere attiva la protezione del saldo negativo: in tal modo il broker non consente al trader di perdere più di quanto abbia depositato. Per aprire questo tipo di account tuttavia il trader deve soddisfare almeno 2 di 3 requisiti: 1) avere un portafoglio finanziario complessivo superiore a 500.000 (strumenti finanziari + risparmi liquidi); 2) avere un’esperienza dimostrabile di trading o relativa ai servizi finanziari: 3) avere operato nel trading online in maniera rilevante negli ultimi 12 mesi.

 

Avatrade: commissioni

Fondato nel 2006, AvaTrade è un importante player nel settore finanziario online, specializzato nel trading tramite CFD. Una delle caratteristiche distintive di questo broker è di offrire alla sua clientela varie tipologie di conto: demo, standard, opzioni, spread-betting (per trader irlandesi e inglesi), islamico (esente da commissione swap) o professionale. Per aprire un conto su AvaTrade il deposito minimo è generalmente 100 $ (500 $ se effettuato con bonifico) per tutti i tipi di conto, tranne ovviamente i demo. 

Ma vediamo nello specifico quali sono i costi da sostenere quando si opera con questo broker. 

Depositi e prelievi 

AvaTrade non prevede nessun costo di commissione, né per i prelievi né per i depositi. Esistono tuttavia due eccezioni a questa regola: 1) depositi e prelievi che implicano una conversione valutaria; 2) depositi e prelievi attraverso bonifici bancari (invece che tramite carta di credito). Nel primo caso, viene applicata una commissione quando un trader effettua depositi/prelievi in una valuta che non combacia con quelle presenti sul broker (i cittadini europei, dunque, non dovranno sottostare a nessun costo di conversione). Nel secondo caso –  deposito o prelievo attraverso operazioni bancarie – occorre precisare che il costo dell’operazione può variare, poiché è la banca, e non il broker, a imporre questa commissione. Ogni trader dovrà verificare l’ammontare di questo importo con il proprio istituto di credito prima di compiere un’operazione.

Spread e commissioni di Trading

I costi legati allo spread sono tipici dei conti trading, e di fatto rappresentano una delle principali modalità di guadagno dei broker. 

Lo spread, in sostanza, è la differenza tra il prezzo di acquisto (bid) e il prezzo di vendita (ask) di un asset nel mercato. Questa cifra viene solitamente corrisposta al broker dal trader. Esistono due tipi di spread: a tasso fisso (sempre identico per l’asset in questione) e a tasso variabile. Le variazioni di quest’ultimo dipendono da alcuni fattori, come la volatilità momentanea, l’asset, la tipologia dell’account, etc.  

AvaTrade prevede unicamente spread a tasso fisso, che possono variare solo in base alla tipologia di account utilizzata, il che può rappresentare indubbiamente un vantaggio per il trader. 

Gli spread fissi sono applicati a tutti gli asset forniti da AvaTrade: forex, indici, azioni, materie prime, criptovalute, opzioni, ETF e obbligazioni. Ecco a titolo di esempio gli spread di alcuni degli asset più popolari della piattaforma: 

  • EUR/USD – 0,9 pip (0,6 per gli operatori professionali);
  • Oro – 0,34 pips;
  • S&P 500 – 0,25% dell’investimento;
  • Bitcoin – 0,35% dell’investimento;
  • Titoli USA – 0,13% dell’investimento.

Tassi di overnight

I tassi di overnight sono un particolare pagamento di interessi, corrisposto al broker nel caso venga tenuta aperta una posizione durante la notte (over-night appunto).

Questo costo è tipico quando si fa trading in CFD, in quanto si utilizza la leva finanziaria. Ciò significa che l’ammontare necessario per aprire una posizione viene prestato dal broker in aggiunta al deposito iniziale. Trattandosi di un prestito, ad esso corrisponde una commissione specifica – una sorta costo di manutenzione per tenere la posizione aperta durante la notte.

Questi tassi vengono normalmente calcolati su base giornaliera e dipenderanno dal tipo di contratto, dall’asset nel quale si sta investendo, dalla natura dell’investimento e dalla durata dell’operazione.

Tassa per inattività

Così come i tassi di overnight che abbiamo illustrato sopra, anche questo tipo di commissione funge, di fatto, da costo di manutenzione. Il detentore di un conto AvaTrade che non operi per più di 3 mesi, infatti, si vede applicata automaticamente una commissione di 50 dollari. Qualora il saldo non copra questo importo, AvaTrade potrà chiudere definitivamente il conto. Ovviamente questo tipo di commissione non si applica agli account demo, che sono del tutto gratuiti, e che per essere attivati non necessitano di alcun deposito. 

AvaProtect

Infine, AvaProtect è un servizio opzionale fruibile da alcuni utenti in cambio di una commissione, e che funziona in modo simile ad un’assicurazione. Per un periodo determinato il broker offrirà al trader un rimborso delle operazioni in perdita fino a un milione di dollari, proteggendo così il conto dell’investitore. Per questo servizio è necessario pagare un costo di copertura che viene dedotto dal saldo libero del conto al momento dell’apertura dell’operazione. I costi di copertura non sono fissi, ma variano in base all’asset e al tipo di operazione. Precisiamo che questa funzione al momento non è disponibile per tutti gli asset. Avatrade tuttavia ha garantito l’impegno ad estendere questa offerta anche ad altri asset oltre a quelli per cui il servizio è attualmente attivo. 

 

Vuoi sapere come funziona la fiscalità di un conto Avatrade? Visita la nostra pagina (link)

Fiscalità Avatrade

Settembre 19, 2022

Come funziona la fiscalità di un conto Avatrade?

Un conto trading estero come Avatrade deve sempre essere inserito nel Modello Redditi Persone Fisiche.

Sempre, anche se in perdita o se non è stato movimentato (con saldo positivo). Il conto Avatrade va dichiarato anche in assenza di prelievi.

 

Quali imposte si pagano su un conto Avatrade?

26% – imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cfd/forex

0.02% imposta IVAFE

E’ conveniente dichiarare un conto in perdita?

Dichiarare le minusvalenze del proprio conto Avatrade non è obbligatorio ma è preferibile farlo per non perdere la possibilità di compensarle con le plusvalenze per i 4 anni successivi. Solo inserendo le minusvalenze nel Modello Redditi PF si possono poi utilizzare nei 4 anni successivi.

 

Si deve dichiarare un conto estero non movimentato?

Se il saldo è diverso da zero (anche per un solo giorno) deve essere inserito in dichiarazione tramite il quadro RW. E’ sempre obbligatorio per i conti esteri. Si deve indicare in dichiarazione dei redditi, nel quadro RW, il possesso del conto estero, ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento dell’imposta IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie Estere, pari allo 0.2%)

 

Posso dare l’estratto conto di Avatrade al mio CAF o al Commercialista?

L’estratto conto rilasciato da Avatrade è comprensivo di tutti gli strumenti finanziari. Tuttavia la normativa fiscale prevede una suddivisione degli stessi poiché, come scritto sopra, vanno inseriti in quadri diversi e con aliquote diverse. Bisogna elaborare tutti i trade, i cambi-valuta, i pagamenti di interessi, secondo la normativa fiscale Italiana. Spesso i CAF e i commercialisti tradizionali non conoscono la normativa fiscale dei conti trading e non hanno gli strumenti per fare i calcoli in maniera agevole.

Società fondata nel 2006, AvaTrade è un importante player nel settore finanziario online. La sua sede centrale è a Dublino (Irlanda). La società ha inoltre una holding nelle Isole Vergini Britanniche, nonché uffici e centri di vendita in Spagna, Giappone, Italia, Francia, Australia, Cina e Mongolia.  

 

Se si effettua il 730 come si deve procedere?

Si può continuare a effettuare il 730 e, a parte, si può presentare un’integrativa con i redditi derivanti dal trading e il Modello Redditi PF. Non è possibile inserire nel 730 i redditi da trading: non esiste un modello 730 precompilato che può comprendere anche l’operatività del conto Avatrade. Se non si detengono redditi o se si hanno altri redditi si deve comunque presentare la dichiarazione tramite il Modello Redditi PF.

 

Se si è a carico di familiari chi deve presentare la dichiarazione dei redditi?

La dichiarazione dei redditi deve presentarla l’effettivo titolare del conto, anche se è a carico o se non possiede altri redditi.

 

I redditi da trading si sommano agli altri miei redditi?

No, i redditi da trading vanno sempre ad imposta sostitutiva. Solo le plusvalenze da ETF non armonizzati vanno a tassazione ordinaria e si sommano agli altri redditi (lavoratore dipendente, autonomo). Tuttavia con Avatrade, come specificato, non è possibile acquistare questo tipo di prodotto, ma solo CFD legati a ETF. 

 

Hai bisogno di aiuto? Contattaci in chat, per email a info@tassetrading.it oppure visita la pagina dedicata alle Tasse Avatrade sul nostro sito!

 

Fiscalità Plus500

Settembre 19, 2022

Come funziona la fiscalità di Plus500?

plus500

Plus500 è una piattaforma di trading fondata nel 2008 con sede a Cipro, autorizzata dalla Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC).

L’azienda è una dei maggiori fornitori di contratti per differenza (CFD).

 

Dichiarazione e tasse di Plus500

Plus500 è una piattaforma di trading estera e, pertanto, deve sempre essere dichiarata nella dichiarazione dei redditi, indipendentemente dagli importi investiti e dalla presenza o meno di prelievi sul conto.

Questo perché i conti trading sono conti deposito e non vi sono soglie minime da raggiungere per la dichiarazione degli stessi.

Occorre quindi sempre compilare il quadro RW; inoltre, potrebbe essere dovuta l’IVAFE.

Altri quadri che occorre compilare possono essere l’RL, l’RM e l’RT.

 

Quali sono le imposte che potrebbero essere dovute sul conto Plus500?

  • IVAFE, come detto poco fa, pari allo 0,2% della giacenza media
  • imposta del 26% per CFD e azioni
  • imposta del 26% per dividendi e interessi
  • tassazione in base allo scaglione di reddito per i bonus

Come vengono considerati gli swap (o finanziamento di overnight)?

Gli swap sono considerati interessi: su quelli positivi è dovuta l’imposta del 26%, mentre quelli negativi non sono deducibili e vengono persi.

 

Come vengono considerate le commissioni?

Le commissioni detraibili sono solamente quelle direttamente riconducibili ai trades: se si è in questo caso, le commissioni vanno a ridurre le plusvalenze o ad aumentare le minusvalenze realizzate.

 

Quali sono i possibili redditi redditi derivanti da Plus500?

  • redditi diversi nel quadro RT
  • redditi di capitale nel quadro RM
  • redditi ordinari nel quadro RL

 

Può essere utile dichiarare il conto in perdita?

, non è obbligatorio ma può essere conveniente farlo in modo da utilizzare le minusvalenze realizzate per compensare eventuali plusvalenze dei successivi 4 anni.

 

Bisogna dichiarare il conto anche se si è effettuato solo il deposito?

, basta che il saldo sia diverso da zero anche per un solo giorno e scatta l’obbligo di dichiarare il conto trading.

 

COME FARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Per la dichiarazione basta consegnare l’estratto conto di Plus500 al commercialista o CAF?

No purtroppo. L’estratto conto di Plus500 è informativo ma non è valido ai fini fiscali e non segue gli standard della normativa fiscale italiana. Occorre effettuare l’elaborazione fiscale del conto in modo da inserire ogni voce al posto corretto per non rischiare errori e, di conseguenza, sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

 

Se solitamente si effettua il 730 come si procede?

Non è possibile indicare i dati di Plus500 all’interno del 730, ma è possibile continuare ad effettuare il 730 e presentare un Modello Redditi integrativo per il conto Plus500.

 

SCADENZE FISCALI

Quali sono le scadenze fiscali?

La scadenza per il versamento delle imposte è il 30 giugno (dell’anno successivo rispetto al quale si fa riferimento).

C’è poi la possibilità di versare le imposte (dopo il 30 giugno) entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,40% su di esse.

La scadenza per l’invio della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate è il 30 novembre.

Vuoi dichiarare in sicurezza il tuo conto Plus500? Contattaci per ricevere il tuo Modello Redditi precompilato!

 

Gli strumenti finanziari di Plus500

Tramite la piattaforma Plus500 è possibile fare trading con diversi strumenti finanziari:

  • CFD su indici, forex, materie prime, criptovalute, azioni, opzioni ed ETF
  • azioni reali, tramite il conto Invest

I CFD (Contracts For Difference) sono strumenti finanziari derivati, il cui prezzo si basa sul valore del sottostante, che può essere appunto un indice, forex, materia prima, criptovaluta, azione, opzione o ETF.

Permettono di effettuare trading sugli strumenti sottostanti senza bisogno di comprare o vendere realmente le attività stesse e vengono utilizzati principalmente per operazioni di breve periodo.

Il valore iniziale del contratto è pari a zero, mentre il valore alla chiusura è uguale al differenziale di prezzo realizzato dall’investitore (guadagno o perdita).

Le azioni sono un titolo finanziario rappresentativo di una quota della proprietà di una società. A differenza dei CFD, vengono utilizzate maggiormente per operazioni di medio-lungo periodo.

Come detto in precedenza è possibile fare trading di azioni reali tramite il conto Plus500 Invest.

 

Hai bisogno di aiuto? Contattaci in chat, per email a info@tassetrading.it oppure visita la pagina dedicata a Plus500 sul nostro sito!

Tassazione Redditi da Staking

Settembre 8, 2022

Novità nel mondo della tassazione delle Criptovalute!

Lo scorso mese di Agosto l’Agenzia delle Entrate ha reso pubblico una risposta a interpello che chiarisce la tassazione dei redditi riconducibili all’attività di staking.

Negli ultimi mesi è sempre più frequente l’attività di staking, funzionalità esclusiva della blockchain e delle criptovalute.

 

Ma che cos’è lo staking?

E’ uno strumento utile sia per il detentore che per l’emittente della moneta virtuale: il primo, per bloccare la criptovaluta e renderla disponibile al sistema riceverà come ricompensa una parte della criptovaluta; il secondo utilizza le criptovalute in staking tramite il meccanismo “Proof-of-Stake” per garantire che le transazioni siano verificate e sicure.

L’attività di staking è incentivata dal fatto che il validatore può ottenere una ricompensa per aver bloccato le sue monete.

Le criptovalute che permettono di fare staking si concentrano su un meccanismo di consenso grazie al quale è garantito che tutte le transazioni siano verificate e protette senza la necessità che una banca o un soggetto terzo monitori la procedura.

Maggiore è la quantità di criptovalute che un utente impiega, maggiori saranno i premi ricevuti.

Una volta che una cripto è in staking e prende parte a quel processo e non può più essere scambiata o utilizzata fino a quando non viene rimossa.

 

Come funziona il processo?

Il processo si articola in 3 fasi:

  • nella prima fase si selezionano i nodi validatori in modo casuale per creare un nodo sulla blockchain;
  • nella seconda fase, quando i nodi validatori arrivano ad una certa percentuale di consenso, viene creato un nuovo blocco sulla blockchain che include le transazioni validate;
  • nella terza fase il blocco viene crittografato e quindi non viene più cambiato e se si cerca di farlo si perdono tutte le monete in staking.

 

Come si può fare staking?

  • Attraverso piattaforme centralizzate;
  • attraverso piattaforme decentralizzate.

Si può fare staking attraverso exchange centralizzati, in cui l’exchange facilita la procedura, fa da garante e limita i rischi legati a questa attività. Tuttavia, si ottiene un compenso più basso perché l’exchange prende una commissione sull’attività.

Si può fare staking attraverso exchange decentralizzati che non assicurano un servizio di assistenza: si possono perciò avere problemi tecnici e non è prevista nessuna garanzia contro furti o bug.

Oltre allo staking di base ci sono anche altri tipi, a seconda della blockchain che si predilige.

Per esempio, esiste lo staking fisso in cui è necessario specificare in anticipo il periodo nel quale i token verranno posizionati sul conto e prima del termine sarà impossibile eseguire il ritiro di questi ultimi. Il vantaggio di questo tipo di staking è che di solito in tali condizioni la redditività è maggiore rispetto allo staking convenzionale.

Un altro tipo è il DeFi staking che differisce dal solito perché nel processo sono coinvolte terze parti: vengono utilizzati contratti intelligenti, i cosiddetti smart contract.

 

Vantaggi e Svantaggi

Per i detentori di cripto a lungo termine, lo staking è un sistema che genera una rendita passiva facendo fruttare i propri asset senza tenerli inutilizzati.

Lo svantaggio principale, invece, è che richiede spesso un periodo di blocco in cui le cripto utilizzate nel processo non possono essere spostate.

Quindi lo staking è uno dei modi per aumentare la quantità di criptovalute detenuta.

Aggiungendo le coin ad un progetto, non solo gli utenti ottengono ricompense ma contribuiscono anche a rendere quella blockchain più sicura e funzionale.

Bisogna tuttavia valutare l’andamento del mercato: ci potrebbero essere occasioni di guadagno e l’utente non potrebbe utilizzare quelle coin perché bloccate nello staking.

Ok, ora che abbiamo visto cos’è e come funziona lo staking non resta che interrogarsi come viene considerato al livello fiscale.

 

Come vengono tassati i redditi da staking?

L’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n°437 del 26/08/2022 afferma che i redditi da staking devono essere inseriti nel quadro RL e sono tassati in base alla scaglione di reddito di appartenenza. Quindi l’aliquota applicabile è tra il 23% e il  43%.

Conseguenza negativa per i contribuenti che si trovano nel quarto scaglione IRPEF in cui l’aliquota è del 43%.

L’interpello precisa che le remunerazioni in criptovaluta percepite dalla blockchain derivanti dall’attività di staking andrebbero riportartati nel quadro RL del Modello Redditi Persone Fisiche al netto dell’importo trattenuto a titolo di commissione da parte della Società che gestisce la piattaforma e detraendo eventuali ritenute di acconto da questa applicate.

L’imposta che dovrà essere poi definita, in sede di dichiarazione annuale dei redditi, nel quadro RL del modello Redditi PF.

 

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Esempio superamento soglia €51.645,69

Novembre 11, 2021

Cosa dice l’Agenzia delle Entrate

Le criptovalute sono state comparate al possesso di valuta estera da parte dell’Agenzia delle Entrate. Le criptovalute detenute tramite exchange esteri, wallet fisici o virtuali vanno inserite nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale. Per gli exchange e i wallet l’IVAFE non è dovuta in quanto non si tratta di conti deposito.

Le plusvalenze sulle criptovalute vanno dichiarate nel quadro RT solo in caso di superamento della soglia di €51645,69 (i vecchi 100 milioni di lire) di giacenza di criptovalute e valuta estera per almeno 7 giorni lavorativi consecutivi durante l’anno, considerando tutti i conti correnti, i conti deposito, gli exchange e i wallet detenuti. Per il calcolo della soglia si utilizza il tasso di cambio del 1° gennaio dell’anno di riferimento.

In caso di superamento di questa soglia, l’imposta sulle plusvalenze valutarie, e quindi sulle criptovalute, è del 26%. Superando la soglia è anche possibile inserire le minusvalenze valutarie in compensazione delle plusvalenze da azioni, opzioni, futures, CFD e forex.

CASO 1


01-01-2021: 2 BTC – cambio BTC/EUR 23.724 – VALORE: €47.449

12-04-2021: 2 BTC – cambio BTC/EUR 50.555 – VALORE: €101.111


Al 01/01 il Sig. Fumagalli detiene 2 BTC per un valore complessivo di €47.449. Nel mese di aprile il portafoglio del Sig. Fumagalli, sempre composto da 2 BTC, raggiunge il valore di €101.111, anche per più di 7 giorni lavorativi consecutivi.

Se il Sig. Fumagalli vende i 2 BTC ad aprile, realizza una plusvalenza tassabile?

A prima vista sembrerebbe che il Sig. Fumagalli superi la soglia di €51.645,69; ma occorre prestare attenzione perché la normativa prevede che per calcolare il superamento della soglia non si utilizzi il tasso di cambio giornaliero (come nell’esempio), bensì quello del 1° gennaio.

Pertanto, in questo esempio, sul presupposto che non ci siano altre acquisizioni di BTC e altri conti (conti depositi o conti correnti), la plusvalenza non risulterà fiscalmente rilevante.

CASO 2


01-01-2021: 2 BTC – cambio BTC/EUR 23.724 – VALORE: €47.449

01-01-2021: conto corrente in USD – $50.000


Al 01/01 il Sig. Fumagalli detiene 2 BTC per un valore complessivo di €47.449 e, inoltre, possiede un conto corrente in dollari per $50.000 (che non movimenta per l’intero anno).

Nel mese di aprile decide di vendere i 2 BTC a seguito della crescita della criptovaluta. Dovrà pagare le imposte sulle plusvalenze realizzate?

Si, perché la normativa prevede che per il calcolo del superamento della soglia bisogna tenere in considerazione tutta la valuta estera intrattenuta dal contribuente (sommando tutti i conti depositi e conti correnti).

Il Sig. Fumagalli dovrà inserire in dichiarazione dei redditi la sua plusvalenza valutaria e versare le imposte.