In breve, nel 2027 le lettere di compliance dell’Agenzia delle Entrate saranno probabilmente meno numerose ma più mirate, e chi ha un conto trading estero non dichiarato resta tra i primi destinatari. Per le cripto arriva la DAC8: gli exchange comunicano i dati del 2026 entro il 30 giugno 2027, ma i controlli possono risalire anche agli anni precedenti.
Se fai trading con un broker estero come eToro, Interactive Brokers o Plus500, o compri cripto su Binance, Coinbase o Kraken, la domanda è sempre la stessa: il Fisco sa del mio conto? Sì, e lo saprà sempre di più.
Le lettere di compliance sono il modo con cui l’Agenzia delle Entrate te lo fa sapere prima di passare all’accertamento: ti segnala un’anomalia e ti lascia il tempo di rimediare con sanzioni ridotte.
In questo articolo Tasse Trading, lo studio che dal 2013 elabora i report dei broker esteri per investitori italiani e consegna i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi, oppure M, T, D e W del 730, spiega cosa è cambiato, cosa aspettarsi nel 2027 e cosa fare se sai di non essere in regola.
Lettere di compliance nel 2027: meno invii, controlli più mirati
Le lettere di compliance non spariscono, cambiano mira. Allo Speciale Telefisco del 24 settembre 2026 il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha spiegato che il numero delle comunicazioni è destinato a scendere nei prossimi anni, perché i contribuenti sbagliano meno e l’adesione spontanea è sempre più diffusa. Lo riporta Il Sole 24 Ore.
I numeri dicono che lo strumento ha funzionato. Nel 2025, a fronte di 2,4 milioni di invii previsti, l’Agenzia ne ha rendicontati oltre 4 milioni. Per il 2026 la convenzione con il Ministero dell’Economia prevede di nuovo 2,4 milioni di comunicazioni, e a settembre ne erano già arrivate quasi 1,7 milioni, il 70% dell’obiettivo.
Anche gli incassi raccontano la stessa storia: 4,5 miliardi di euro recuperati nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025. Secondo Carbone il calo non è un fallimento, ma il segno che i contribuenti sbagliano meno.
Meno lettere, più incassi. Il Documento programmatico di finanza pubblica prevede per il 2027 un gettito da lettere di compliance del 5% più alto rispetto al 2024, cioè circa 4,7 miliardi. Meno invii ma incassi in crescita vuol dire una cosa sola: lettere più precise, che arrivano a chi ha davvero qualcosa da sistemare. E l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare a scegliere ancora meglio i destinatari.
Per chi fa trading e non ha dichiarato, lettere di compliance più mirate sono una cattiva notizia. Un conto estero mai indicato nel quadro RW (o W del 730) è l’anomalia più facile da trovare: il dato arriva già pronto dal broker e non serve interpretarlo.
Quali conti trading possono finire nelle lettere di compliance del 2027
Le lettere di compliance sui conti esteri nascono dal CRS, lo scambio automatico di informazioni con cui broker e banche estere comunicano ogni anno saldi, dividendi, interessi e incassi lordi dei clienti residenti in Italia.
L’Agenzia confronta questi dati con la tua dichiarazione: se il conto non compare nel quadro RW (o W), o i redditi mancano nel quadro RT (o T), nel quadro RM (o M) o nel quadro RL (o D), parte la segnalazione.
Quali anni? C’è sempre qualche anno di ritardo. Le lettere di compliance spedite nel 2024 riguardavano l’anno d’imposta 2020, quelle del 2025 l’anno 2021. Se lo schema si ripete, nel 2027 potrebbero arrivare comunicazioni sugli anni 2022 e 2023.
C’è anche una scadenza che spinge l’Agenzia a muoversi: per chi ha presentato la dichiarazione, il 2021 resta in generale accertabile fino al 31 dicembre 2027.
Quali broker? Le lettere di compliance non nascono da campagne sul singolo broker, ma dai dati: ogni conto estero comunicato con il CRS può generarne una.
Più un broker è diffuso tra gli italiani, più conti finiscono nei flussi CRS: oltre ai nomi già citati, Trading 212, Revolut, Scalable Capital e i conti CFD come AvaTrade, XM o Vantage. Il CRS non distingue tra chi ha guadagnato e chi ha perso: il quadro RW va compilato anche se il conto è in perdita.
Attenzione anche al rovescio della medaglia. Il CRS comunica importi lordi, non guadagni: una lettera può segnalare “redditi” che in realtà sono vendite in perdita o rientri di capitale. Scopri di più sulla lettera di compliance e cosa fare.
DAC8: quando arrivano le prime lettere di compliance sulle cripto
La DAC8 è la direttiva europea che porta lo scambio automatico anche nel mondo cripto. Dal 1° gennaio 2026 gli exchange autorizzati in Europa con il regolamento MiCAR, e gli operatori extra UE con clienti europei, raccolgono i dati dei clienti: acquisti e vendite contro euro, scambi tra cripto, trasferimenti verso altri wallet.
Le date sono due. Entro il 30 giugno 2027 ogni exchange invia i dati del 2026 al Fisco del Paese UE in cui è autorizzato, con 30 giorni in più (fino a fine luglio) per reinviare le comunicazioni scartate. L’Agenzia delle Entrate riceve subito solo i dati degli operatori che comunicano in Italia.
Entro il 30 settembre 2027 le autorità fiscali europee si scambiano i dati: è allora che arrivano in Italia anche quelli degli exchange autorizzati in altri Paesi. Gli obblighi valgono dal 1° gennaio 2026: la DAC8 non chiede agli exchange di comunicare gli anni precedenti.
Perché arrivino le lettere di compliance, però, il Fisco deve confrontare questi dati con la dichiarazione dello stesso anno, cioè il Modello Redditi 2027 sui redditi 2026, che si presenta entro il 2 novembre 2027. Le prime lettere di compliance sulle cripto basate sulla DAC8 sono quindi realistiche da fine 2027, più probabilmente nel 2028.
Che tu usi Coinbase, Kraken, Crypto.com, Binance o le cripto di eToro e Revolut, il dato arriverà.
E gli anni prima del 2026? Non sono al sicuro. Il dato del 2026 dice al Fisco che hai un conto su quell’exchange, magari aperto anni prima, e i trasferimenti mostrano cripto che possedevi già. Da lì l’Agenzia può chiederti conto di tutti gli anni ancora accertabili, senza aspettare che la DAC8 li copra.
È già successo con gli exchange registrati in Italia, che comunicano i dati dei clienti da prima della DAC8. A giugno 2026 l’Agenzia ha avviato accertamenti su chi ha operato su Binance Italy senza compilare i quadri RW e RT per il 2023 e il 2024, chiedendo l’elenco di tutti i wallet posseduti e l’origine delle cripto.
Attenzione alla differenza: queste non sono lettere di compliance. La lettera di compliance è un invito bonario a correggere da solo la dichiarazione; la richiesta su Binance è un accertamento, cioè una richiesta formale di documenti e chiarimenti a cui bisogna rispondere.
Tasse Trading ha seguito direttamente i clienti che hanno ricevuto queste richieste: con la reportistica di calcolo che abbiamo consegnato hanno risposto ai quesiti dell’Agenzia e chiuso la pratica, correggendo la dichiarazione e versando le imposte dovute con sanzioni e interessi.
Un dettaglio che pesa: l’exchange comunica gli incassi, non il prezzo a cui hai comprato Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) o Solana (SOL). Senza documenti il costo vale zero e la plusvalenza diventa l’intero incasso, tassata al 33% dal 2026.
| Quando | Cosa succede | Cosa significa per te |
|---|---|---|
| 2025 | Oltre 4 milioni di lettere, tra cui quelle sul quadro RW dell’anno 2021 | I dati CRS arrivano con 3-4 anni di ritardo |
| Settembre 2026 | Quasi 1,7 milioni di lettere già inviate sui 2,4 milioni previsti per l’anno | Il ritmo resta alto anche nel 2026 |
| Giugno 2026 | Accertamenti su Binance Italy, anni 2023 e 2024 | Le cripto sono già sotto controllo |
| 2027 | Possibili lettere CRS sugli anni 2022 e 2023 | Stima sullo schema degli anni scorsi |
| 30 giugno 2027 | Gli exchange inviano i dati cripto del 2026 al Fisco del Paese in cui sono autorizzati (DAC8) | L’Agenzia riceve i dati degli operatori che comunicano in Italia |
| 30 settembre 2027 | Primo scambio dei dati DAC8 tra le autorità fiscali UE | Arrivano in Italia anche i dati degli exchange autorizzati all’estero |
| 2 novembre 2027 | Scadenza del Modello Redditi 2027 (anno 2026) | Le cripto del 2026 vanno dichiarate qui |
| Fine 2027 o 2028 | Prime lettere di compliance basate sulla DAC8 | Stima di Tasse Trading |
Nota: gli anni d’imposta e i tempi indicati come stima sono una nostra previsione basata sugli invii degli anni scorsi. L’Agenzia delle Entrate non pubblica in anticipo il calendario delle lettere di compliance.
Cosa fare se ricevi una lettera di compliance
Le lettere di compliance non sono un accertamento: sono un invito. La comunicazione arriva via PEC o la trovi nel Cassetto fiscale, nella sezione “L’Agenzia scrive”, con l’anno d’imposta e i conti segnalati. Se l’anomalia è reale, la correggi con una dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso: versi le imposte, gli interessi e una sanzione ridotta. Se è un falso positivo, rispondi con i documenti del conto.
Com’è fatta una lettera vera, perché i suoi numeri non coincidono con la dichiarazione e cosa rispondere lo spieghiamo nella guida alla lettera di compliance, con un esempio reale.
Non serve però aspettare una delle lettere di compliance. Muoversi prima conviene: ogni mese che passa aumentano interessi e sanzioni, e dopo un controllo vero e proprio il ravvedimento non è più possibile. Se hai conti esteri o cripto mai dichiarati, gli anni ancora aperti si sistemano tutti insieme.
Hai ricevuto una lettera o hai conti esteri da sistemare?
Dal 2013 elaboriamo i report dei broker e degli exchange esteri per investitori e trader italiani, anche per gli anni passati da regolarizzare. Ricevi il facsimile precompilato del Modello Redditi con i quadri RM, RT, RL e RW, o del 730 con i quadri M, T, D e W, il calcolo delle imposte e il report di calcolo, utile anche per rispondere all’Agenzia delle Entrate.
Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati).
Aggiornato il 14 ottobre 2026, previsioni sulle lettere di compliance attese nel 2027 e sulle prime comunicazioni DAC8.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate.

