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In breve: le minusvalenze criptovalute realizzate fino al 2022 seguivano le regole delle valute estere e si compensavano anche con i guadagni su azioni, opzioni e CFD. Dal 2023 le cripto-attività sono una categoria a sé: le perdite si recuperano solo con plusvalenze cripto dei quattro anni successivi, e solo se le hai indicate in dichiarazione.

Chi ha perso soldi con le cripto si chiede se quelle perdite possano almeno ridurre le tasse sugli altri investimenti. La risposta dipende dall’anno in cui le hai realizzate, perché la Legge di Bilancio 2023 ha cambiato le regole. Lo spiega il team di Tasse Trading che dal 2011 elabora i report dei broker esteri per investitori italiani e consegna i facsimili dei quadri RM, RT, RL e RW del Modello Redditi (o M, T, D e W del 730).

Fino al 2022: le cripto come valute estere

Fino al 31 dicembre 2022 l’Agenzia delle Entrate assimilava le criptovalute alle valute estere (Risoluzione 72/E/2016). Plusvalenze e minusvalenze contavano solo se la giacenza complessiva dei conti in valuta, cripto comprese, superava 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67, comma 1, lett. c-ter e comma 1-ter, TUIR). Superata la soglia, ogni scambio generava un guadagno o una perdita: vendita in euro, ma anche cambio da bitcoin a ether o a una stablecoin. Quelle perdite erano redditi diversi di natura finanziaria come gli altri, quindi si potevano usare per compensare le plusvalenze su azioni e derivati dello stesso anno e dei quattro successivi (art. 68, comma 5, TUIR).

Esempio 1. Nel 2021 Luca supera la soglia, vende bitcoin in perdita per 6.000 euro e nello stesso anno guadagna 10.000 euro vendendo azioni. Dichiara entrambe le operazioni: paga il 26% solo su 4.000 euro.

Esempio 2. Nel 2022 Luca chiude l’anno con 8.000 euro di minusvalenze cripto e nessun guadagno. Le indica nel quadro RT e nel 2024 le usa contro 5.000 euro di plusvalenze su azioni; i 3.000 euro rimasti valgono fino al 2026. La legge di bilancio 2023 ha confermato che le minusvalenze cripto realizzate entro il 2022 restano deducibili con queste regole (art. 1, comma 127, L. 197/2022; Circolare 30/E/2023, par. 3.2).

Dal 2023: le minusvalenze criptovalute compensano solo cripto

Dal 1° gennaio 2023 le cripto-attività hanno una categoria propria di redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies, TUIR). Non c’è più la soglia dei 51.645,69 euro e lo scambio tra cripto con le stesse caratteristiche, per esempio bitcoin contro ether, non conta più. In cambio le perdite restano chiuse nel comparto cripto: si sommano alle plusvalenze e ai proventi da cripto-attività dello stesso anno e l’eccedenza si riporta per quattro anni, ma solo contro altre plusvalenze cripto e solo se la minusvalenza è stata indicata nella dichiarazione dell’anno in cui è nata (art. 68, comma 9-bis, TUIR; Circolare 30/E/2023, par. 3.1). Dal 2025 non esiste più nemmeno la franchigia di 2.000 euro (art. 1, commi 23-25, L. 207/2024).

Esempio 3. Nel 2026 Giulia perde 4.000 euro vendendo ether e guadagna 4.000 euro con le azioni. Le due cifre non si incontrano: paga il 26% sulle azioni e riporta i 4.000 euro di minusvalenza cripto, utilizzabili fino al 2030 contro guadagni cripto.

Esempio 4. Nel 2025 Giulia realizza 3.000 euro di minusvalenze cripto e le indica nel quadro RT. Nel 2026 vende bitcoin con 10.000 euro di plusvalenza: tassa solo 7.000 euro, al 33% previsto dal 2026. Se nel 2025 non le avesse dichiarate, le avrebbe perse.

Cosa fare per non perdere le minusvalenze cripto

La regola pratica è una: dichiara sempre le perdite nell’anno in cui le realizzi, anche se non devi pagare nulla, perché la deduzione negli anni successivi è ammessa solo per le minusvalenze già indicate nel quadro RT (o T del 730) dell’anno di realizzo. Tieni separate le minusvalenze cripto da quelle su azioni e derivati, perché seguono due vasche diverse, e conserva lo storico completo delle operazioni: senza prova del costo di acquisto la perdita non esiste. Attenzione anche alle perdite che non contano: il furto delle chiavi o la sparizione di un exchange non generano una minusvalenza deducibile, come spieghiamo nell’articolo sul furto o smarrimento del wallet. Il quadro completo delle regole dal 2026 è nella guida alla dichiarazione cripto 2027. Per le modalità di compilazione rimandiamo alle istruzioni del modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2.

Tasse Trading si occupa proprio di questo.

Dal 2011 elaboriamo i report dei broker e degli exchange esteri per investitori e trader italiani: ricostruiamo plusvalenze e minusvalenze cripto con il LIFO, teniamo separate le perdite ante e post 2023 e le riportiamo negli anni giusti, con i facsimili dei quadri RT e RW pronti per la dichiarazione (o T e W del 730). Seleziona il tuo exchange per un preventivo gratuito.

Riferimenti normativi

  • Art. 67, comma 1, lett. c-ter e comma 1-ter, TUIR e Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 72/E del 2016 (regime fino al 2022: cripto come valute estere, soglia di 51.645,69 euro)
  • Art. 68, comma 5, TUIR (compensazione tra redditi diversi di natura finanziaria e riporto per quattro anni)
  • Art. 67, comma 1, lett. c-sexies, e art. 68, comma 9-bis, TUIR, introdotti dall’art. 1, comma 126, L. 197/2022 (cripto-attività dal 2023, minusvalenze solo contro cripto)
  • Art. 1, comma 127, L. 197/2022 (regime transitorio per le minusvalenze realizzate entro il 2022)
  • Art. 1, commi 23-25, L. 207/2024 (eliminazione della franchigia dal 2025, aliquota al 33% dal 2026)
  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 30/E del 27 ottobre 2023, par. 3.1 e 3.2
  • Istruzioni al modello Redditi PF 2026, Fascicolo 2 (Quadro RT)

Autore: Gabriele Orsillo, specialista fiscale in Tasse Trading dal 2024 e responsabile delle elaborazioni (oltre 1.000 conti trading esteri elaborati). Aggiornato: 29 ottobre 2026, modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025).

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, sono aggiornate alla data indicata e possono essere superate da modifiche normative o di prassi. Non costituiscono consulenza fiscale: l’applicazione al caso concreto dipende dalla situazione di ciascun contribuente e va verificata con un professionista abilitato. Tasse Trading non si assume alcuna responsabilità per l’uso delle informazioni qui riportate.

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