Laura Nessun commento

Due lezioni fiscali interamente dedicate alle criptovalute: come non pagare imposte sulle criptovalute in maniera legale?

Le criptovalute sono uno strumento finanziario molto vantaggioso a livello fiscale poiché è possibile e assolutamente legale non pagare imposte sulle plusvalenze da criptovalute (entro determinati limiti).

Normalmente, per quasi tutti gli strumenti finanziari vi è un’aliquota del 26% sulle plusvalenze finanziarie. Ovvero alla fine dell’anno se il conto presenta un profitto (derivante da azioni, opzioni, futures, cfd, forex, ecc.) si deve versare l’imposta del 26%.

Come funziona invece per la tassazione delle criptovalute?

La normativa fiscale italiana non si è ancora adeguata completamente al mondo delle criptovalute e non ha ancora emanato leggi specifiche a riguardo. A livello fiscale si fa riferimento alla Risoluzione n. 72/E/2016 ovvero un documento dell’Agenzia Entrate che assimila le criptovalute alle valute FIAT, ovvero le valute tradizionali.

La conseguenza di questa risoluzione che paragona le criptovalute alle valute tradizionali presuppone che il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative ad operazioni in valuta deve essere fatto (e il risultato deve essere inserito in dichiarazione dei redditi con l’eventuale pagamento delle imposte dovute) solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69 euro​ ​per almeno 7 giorni lavorativi continui (art. 67 Dpr 917/86).

Si dovrà pagare le plusvalenze sulle valute solo se si supererà il limite di €51.645.69. Questa soglia è valida solo per le plusvalenze valutarie (comprese le criptovalute) ma non per le plusvalenze finanziarie dove invece non vi sono limiti.

Come si fa a calcolare la giacenza in valuta?

1. Il controvalore in euro delle criptovalute si calcola sulla base del cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, ossia il cambio del 1° gennaio dell’anno nel quale si verifica la cessione;
2. La soglia di giacenza di euro 51.645,69 riguarda tutti i depositi e conti correnti intrattenuti dal contribuente.

In questa quinta lezione di ottimizzazione fiscale vediamo come NON PAGARE IMPOSTE SULLE CRIPTOVALUTE

Abbiamo visto che se si mantiene una giacenza in valuta inferiore alla soglia di €51.645,69 per meno di 7 giorni lavorativi consecutivi non si conteggeranno eventuali plusvalenze o minusvalenze in dichiarazione dei redditi.

Se durante l’anno si realizzano profitti sulle criptovalute potrebbe essere utile prestare particolare attenzione alla propria giacenza in valuta. Il calcolo non è semplice da effettuare in quanto bisogna convertire il proprio saldo in valuta con il tasso di cambio del 1 gennaio dell’anno di riferimento.

In ogni caso se si mantiene questa giacenza al di sotto della soglia dei vecchi cento milioni di Lire non si pagheranno imposte e si potrà avere un risparmio del 26%.

Allo stesso modo, se il conto presenterà minusvalenze derivanti dalle criptovalute e non si supera la soglia, non verranno conteggiate nella dichiarazione dei redditi e non potranno compensare le altre plusvalenze (derivanti dagli altri strumenti finanziari).

Per quanto concerne le perdite derivanti dalle criptovalute abbiamo individuato un’altra strategia fiscale che vedremo nella prossima lezione

 

Seguici sui nostri social per rimanere sempre aggiornato alle strategie fiscali, alle scadenze e a mondo della fiscalità dei conti trading:

Youtube: iscriviti al nostro canale

Instagram: segui la nostra pagina

Facebook: segui la nostra pagina 

 

*I contenuti della presente pagina non costituiscono consulenza fiscale e i contenuti non possono sostituire la consulenza individuale di esperti per i singoli casi concreti